1508- 2008 CINQUECENTENARIO DEL FORTE MICHELANGELO

 
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14 Dicembre 1508: Come ponemmo la prima pietra
(
dal diario di Paride De Grassis, cerimoniere di Giulio II)

Papa Giulio II (da Raffaello,Stanza di Eliodoro)Papa volens ponere primarium lapidem pro arce nova struenda in portu Civitatis Veteris... Il Papa, volendo porre la prima pietra per la costruzione della nuova Fortezza nel porto di Civitavecchia, mi ordinò di andare da lui con il Libro Pontificale in questa seconda Domenica di Avvento (10 Dicembre 1508, ndr.), e mi incaricò di dire ai cantori e ai sacrestani che tutti fossero lì al massimo il mercoledì, poiché il giovedì (14 Dicembre 1508, ndr.) voleva celebrare una Messa solenne per quell'evento. Arrivato sul posto, mostrai al Papa che il Libro Pontificale non parla di prime pietre per le fortezze, ma solo per le chiese. Mi rispose che in Francia è tradizione porre una prima pietra e benedirla sotto ogni palazzo da costruire. Risposi che, a lui piacendo, avrei preparato un progetto di cerimonia per quell’evento. Così feci, mutando ciò che doveva essere mutato nel Libro Pontificale. Il papa indicò di volere leggere ad alta voce e dispose che ci
fosse una messa cantata. Egli stesso venne dall'antica Rocca alla Chiesa di Santa Ferma Vergine e Martire sita nel luogo in cui doveva essere costruita la Fortezza, vestito con una veste bianca e con una preziosa stola, un mantello con cappuccio rosso e un cappello di velluto color cremisi. Ascoltò la Messa cantata dello Spirito Santo celebrata dal Vescovo di Suessa con la commemorazione di Santa Ferma Vergine e
Martire, e la terza preghiera fu per la stabilità del luogo. Parteciparono tre Cardinali, il Presbitero di Santa Sabina e i cardinali diaconi di Farnesio e di Aragona. Alla fine della messa non furono date la benedizione
né l'indulgenza, poiché sarebbero state date nel luogo della deposizione della lapide. Perciò, finita la Messa, mentre il Papa recitava la preghiera, i cantori eseguirono l'inno “Veni Creator Spiritus”e così procedendo davanti al Papa si recarono sul posto, sempre cantando.

Civitavecchia nel 1495. Il Forte fu costruito nel luogo dove sorgevano i resti di una caserma romana

 

Civitavecchia nel 1495. Il Forte fu costruito nel luogo dove sorgevano i resti di una caserma romana
(stampa di Arnaldo Massarelli)

Quando furono preparati la prima pietra, il libro con le preghiere, il tappeto, il cuscino, i candelabri e l'aspersorio e un vaso pieno di medaglie appena coniate, il Papa celebrò col canto. Le medaglie erano circa 150, fatte di un tipo di oricalco chiamato bronzo e altrettante di una lega chiara di cui ignoro la composizione, grandi come “doppi Giulii” ma più spesse. Su un lato c’era il volto del Pontefice e la scritta “Giulio II Pontefice fondatore del Forte”. Sull'altro alto, l'immagine del Forte da costruire, con la scritta “Civitas Vechia”, cosa che a me sembrò strana poiché “vecchia” non è parola latina, ma così era scritto in alcune medaglie. La pietra recava l'iscrizione “Giulio II Pontefice Massimo nell'anno 1508 fondò il Forte del portUna rara medaglia come quelle sepolte insieme alla prima pietra: Giulio II (qui senza arba)  la scritta “Civitas Vechia” che suscitò la meraviglia di Paride De Grassis.o di Centumcellae a servizio della città di Roma”.


La pietra era larga quasi tre palmi, spessa due e lunga quasi cinque. Sul retro non c'era nessuna incisione,
anche se doveva almeno esserci lo stemma del Papa. Per colpa di chi aveva fatto il lavoro mancava qualcosa, poiché come nella posa della prima pietra di una chiesa si mette una croce e molte altre cose, così almeno una croce di marmo avrebbe dovuto essere posta in cima alla pietra con l'iscrizione in verticale
“Ecco la croce di Dio, fuggite nemici”. E in orizzontale: “Per questo segno della croce, Dio nostro
liberaci dai nostri nemici”. Tali erano state le mie disposizioni. Il sacerdote prima di incominciare la messa, indossando il piviale benedice l'acqua e asperge le fondamenta del forte pronunciando il salmo “Miserere mihi Deus” e le litanie. Poi celebra la Messa dello Spirito Santo con l'invocazione per la stabilità del luogo, e del Santo nel cui onore deve essere eretta la cappella o il sacello del Forte. Paride De Grassis (da Raffaello,Stanza di Eliodoro)

Finita la Messa, mentre il Pontefice prega, i cantori intonano l'inno “Veni creator Spiritus” e tutti si genuflettono fino alla fine del primo verso, quindi lo seguono fino al luogo dove deve essere posta la pietra... (seguono orazioni e litanie) ...Poi, preso un coltello nuovo, il papa incide nella pietra il Segno della Croce, dicendo: “Nel nome del Padre, e del Figlio e dello Spirito Santo”. R: “Amen”... ...Quindi, preparata la calce con l'aiuto degli operai, il Pontefice con la mitra, ricevuta dal muratore la cazzuola, versa la calce a forma di Croce. Sul segno trasversale pone la prima pietra e sulla cima della croce di calce pone una croce di pietra. Alla base della croce di calce sistema un piccolo vaso con le monete e le medaglie. Fatto ciò, dice: “In fede di Gesù Cristo Signore nostro, e nel segno e nell'onore della Santa Croce collochiamo questa prima pietra su queste fondamenta. Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo: che qui governino la vera fede, la pace di Dio e degli uomini, l'affetto sincero e la fraterna protezione insieme all'amore, e questo luogo sia destinato alla tutela, al sostegno e al mantenimento della Chiesa, e all'invocazione e alla lode del nome di Dio nostro Gesù Cristo, che con il Padre e lo Spirito Santo vive e regna per tutti i secoli dei secoli”. R: “Amen”. Intanto l'operaio fissa con la calce la pietra e poi la croce, infine il vaso delle monete, quante e quali ha voluto il Papa, che poi pronuncia questi versi: “Ecco la croce del Signore nostro Gesù Cristo”. R: “Fuggite, nemici”. “ Il segno della Croce sui nostri nemici”. R:“Liberaci nostro Dio”. “Preghiamo: onnipotente sempiterno Dio che in ogni luogo del tuo regno in tutto ci assisti e di tutto ti prendi cura, sii presente alle nostre suppliche. Di questo luogo, del quale tu sei fondatore, sii protettore e custode. Chiediamo che qui nessuna dissolutezza si opponga al tuo potere, ma operando la virtù dello Spirito Santo e della beata e gloriosissima sempre Vergine Maria e della beata Ferma Vergine e Martire e per l’intercessione di tutti i Santi, che sia fatto qui sempre puro servizio e devota fedeltà, cosicché con quest’opera i nostri desideri siano perfettamente compiuti per Cristo tuo Figlio nostro Signore e Redentore”.
“Amen”...

...Fatto ciò, il Pontefice esce dalle fondamenta e stando in piedi davanti al pubblico dà la solenne benedizione. E se alla fine della Messa non fu data alcuna indulgenza, viene ora concessa l’indulgenza plenaria, che viene resa pubblica dal cardinale.

(Traduzione e adattamento di Daniela Guida)

 

La posa della prima pietra del Forte Michelangelo in una precisa ricostruzione storica di Arnaldo Massarelli

 

La posa della prima pietra del Forte Michelangelo in una precisa ricostruzione storica di Arnaldo Massarelli

 
 

Comune di Civitavecchia
CINQUECENTENARIO DEL FORTE MICHELANGELO - 1508 - 2008
il Sindaco Giovanni Moscherini - l’Assessore Beni, Attività Culturali, Scuola Attilio Bassetti
il Comitato per le celebrazioni del Cinquecentenario