Giselle

GiselleQuesto remake di Giselle è ambientato in uno spazio scenico-temporale più o meno astratto e più o meno contemporaneo, in un paese regolato dalla vita di una grande fabbrica che rappresenta il nucleo delle relazioni e del lavoro per i nostri personaggi. La popolazione di questo paese si divide in due grandi caste: quella degli operai e lavoratrici di questa fabbrica e quella dei politici e dirigenti che stabiliscono i destini di questa piccola società che, avendo nella fabbrica (quindi nell’economia) l’unico motore
sociale, diventa sempre più un popolo assoggettato e affascinato dal potere. Ma quando le società sostituiscono la cultura con l’economia, i teatri con le fabbriche, i musei con i centri commerciali, inevitabilmente ci si incammina su una strada che non può far altro che indebolire le coscienze rendendole fredde, aride, confuse dall’equivoco tra vivere ed essere in vita. Proprio per questo, gli abitanti immaginari di questo mondo immaginario, come in tutte le favole che si rispettano, amplificano questi moti. Scopriamo così che gli individui di questa storia sono esseri delicatissimi e fragili, al punto che basta chiudere loro gli occhi con un semplice gesto della mano per dargli la morte, ma allo stesso tempo capaci di accettare all’interno della loro società la pena di morte perché è inevitabile che lì dove non si celebra la vita in qualche modo, si è iniziata una celebrazione della morte. All’interno di questa società Giselle (la segretaria della fabbrica) viene spesso additata ed irrisa perché conserva un romanticismo antico che le conferisce quella timidezza che ci piace pensare nascosta nelle mani delle nostre madri all’incontro con il primo amore. Albrecht è un giovane politico nel pieno della sua carriera, appena arrivato in paese decide di sedurre la bella Giselle per divertirsi con un suo amico, ma durante la loro danza i due si scoprono, si conoscono, s’innamorano, almeno fino a quando non arriva in paese il resto della delegazione politica, all’interno della quale c’è la compagna ufficiale di Albrecht. Nel momento in cui Giselle scopre di essere stata sedotta e tradita, comincia la sua danza di follia durante la quale, al culmine della pazzia, muore un operaio. E così che in questo mondo immaginario fatto di personaggi immaginari, la nostra Giselle finisce in una prigione femminile, condannata a morte. Mirta è la responsabile delle detenute ed è anche la padrona di una strana gigura: Azrael, un essere metà uomo e metà animale, colui che in questo fantastico mondo dispensa la morte alle condannate. Giselle in prigione riceverà prima la visita di Hilarion, suo vecchio spasimante e poi quella di Albrecht che, convinto della sua posizione politica, tenterà di convincere Mirta a lasciare andare Giselle con lui. Tutto però sarà vano, Giselle insegnerà ad Albrecht che la statura di un uomo non dipende dal suo rango, mentre la nostra protagonista affronterà il suo destino con il coraggio di una regina.

turno D – sabato 10 marzo ore 21.00