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		<title>Massimo Ranieri</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Sep 2011 09:58:52 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[La Grande Stagione]]></category>
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		<description><![CDATA[Torna a Civitavecchia, con un nuovo recital-spettacolo,  Massimo Ranieri, dopo il grande successo televisivo di &#8220;Filumena Marturano&#8221; (con Mariangela Melato),  &#8220;Napoli Milionaria&#8221; (con Barbara De Rossi), di cui è stato regista e protagonista, dopo lo strepitoso esito dello spettacolo &#8220;Canto &#8230; <a href="http://www.teatrotraianocivitavecchia.it/la-grande-stagione/massimo-ranieri.html">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="alignleft size-medium wp-image-64" title="Massimo Ranieri"><img class="alignleft size-medium wp-image-285" title="Massimo Ranieri" src="http://www.teatrotraianocivitavecchia.it/wp-content/uploads/Massimo-Ranieri-300x241.jpg" alt="Massimo Ranieri" width="300" height="241" />Torna a Civitavecchia, con un nuovo recital-spettacolo,  <strong>Massimo Ranieri</strong>, dopo il grande successo televisivo di &#8220;Filumena Marturano&#8221; (con Mariangela Melato),  &#8220;Napoli Milionaria&#8221; (con Barbara<br /> De Rossi), di cui è stato regista e protagonista, dopo lo strepitoso esito dello spettacolo &#8220;Canto perché<br /> non so nuotare…&#8221; detentore di primati e vincitore di innumerevoli premi, tra cui il Traiano d’oro per Miglior spettacolo del decennale del Teatro Comunale di Civitavecchia, votato da una giuria composta esclusivamente dagli abbonati d’oro del decennio 1999-2009, ed altri tre premi: miglior regia, miglior scenografa, miglior attore rivelazione.</p>
<p class="alignleft size-medium wp-image-64" title="Massimo Ranieri">Il nuovo spettacolo <strong>Chi nun tene coraggio…</strong>, subito dopo le repliche al teatro Quirino di Roma, aprirà la Stagione teatrale del Traiano di Civitavecchia. Lo spettacolo, ideato e scritto da Gualtiero Peirce e Massimo Ranieri, ha untitolo giocoso e provocatorio: protagonista non è il coraggio dei vincitori e degli eroi, ma l’eroismo degli ultimi e dei sognatori. Come gli uomini e le donne cantati dalla musica di Giorgio Gaber e di Pino Daniele; oppure dal teatro di Raffaele Viviani e Nino Taranto.  Canzoni e monologhi intrecciano un racconto che tocca le corde della solidarietà, dell’umorismo, della pietà e dell’ironia. In questo viaggio-recital, Ranieri attraversa il repertorio della grande canzone napoletana e interpreta anche brani dei più celebri cantautori italiani e internazionali: da Fabrizio De Andrè a Luigi Tenco, da Charles Aznavour a Violeta Parra. Una curiosità… in compagnia con il grande Ranieri, due artisti di Civitavecchia: i musicisti Massimiliano Rosati (chitarre) e Flavio Mazzocchi (piano e tastiere)con il quale il grande artista collabora anche per le sue nuove creazioni musical.</p>
<p class="alignleft size-medium wp-image-64" title="Massimo Ranieri">turno A &#8211; lunedì 31 ottobre ore 21.00<br /> turno B &#8211; martedì 1 novembre ore 17.00<br /> turno C &#8211; martedì 1 novembre ore 21.00</p>
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		<title>Napoletango</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Sep 2011 09:10:52 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Le Nuove Creatività]]></category>
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		<description><![CDATA[La famiglia Incoronato è famosa a Napoli e sul territorio della regione. Essa si sposta come un chiassoso circo familiare, viene chiamata per cerimonie religiose e feste di paese. È la prova vivente della specializzazione dell’artista, e la specializzazione è &#8230; <a href="http://www.teatrotraianocivitavecchia.it/le-nuove-creativita/napoletango.html">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-123" title="Napoletango" src="http://www.teatrotraianocivitavecchia.it/wp-content/uploads/napoletango-300x219.jpg" alt="Napoletango" width="300" height="219" />La famiglia Incoronato è famosa a Napoli e sul territorio della regione. Essa si sposta come un chiassoso circo familiare, viene chiamata per cerimonie religiose e feste di paese. È la prova vivente della specializzazione dell’artista, e la specializzazione è il tango. Non il walzer, non la samba, non il fox-trot o il liscio, ma il divino, tragico e sensuale tango argentino. Come lo abbia imparato e da chi è un vero mistero. Sta di fatto che ormai da quattro generazioni la famiglia Incoronato detta legge in materia. Una famiglia allargata da sempre nuovi elementi. Tutti che ballano il tango, a Napoli, ed è subito <strong>Napoletango</strong>.È il trionfo della vita sull’accademismo, della bruttezza sulla bellezza, del sangue versato per amore, contro i sentimenti prudenti e intimisti. La famiglia si esibisce in balere, in caffè, in stazioni ferroviarie, circhi, palestre, attraverso flastrocche, canti della terra, canzoni patriottiche, danze ritmate dai propri sentimenti urgenti, necessari. Come dire: la vita è un grande tango che si svolge dalla mattina alla sera.</p>
<p>Lo spettacolo è un inno alla vita senza i freni della cultura borghese e senza la ricerca affannosa della bellezza, oggi la vera discriminante tra ciò che conta e ciò che va buttato via. Diciannove attori che cantano e ballano e suonano musica dal vivo e musica registrata, canti, gastronomia, suoni e fuochi artificiali.<strong></strong><br /> Dallo spettacolo di Giancarlo Sepe è nato il progetto omonimo <strong>Napoletango</strong>, con una web-tv creata ad hoc e una sezione eventi che anima gli spazi del Teatro con incontri, concerti, milonghe.</p>
<p>turno E<br /> domenica 13 novembre ore 17.00</p>
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		<title>La Traviata</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Sep 2011 08:59:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi Speciali]]></category>
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		<description><![CDATA[Dopo il grande successo di pubblico riscosso dal  Rigoletto e dal  Trovatore, la Fondazione Ca.Ri.Civ., in collaborazione con il Comune di Civitavecchia e la Direzione artistica del Teatro Traiano completa, con la Traviata, il progetto di realizzare la cosiddetta “trilogia &#8230; <a href="http://www.teatrotraianocivitavecchia.it/eventi-speciali/la-traviata.html">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-478" title="Giuseppe Verdi" src="http://www.teatrotraianocivitavecchia.it/wp-content/uploads/Giuseppe-Verdi.jpg" alt="Giuseppe Verdi" width="194" height="268" />Dopo il grande successo di pubblico riscosso dal  Rigoletto e dal  Trovatore, la Fondazione Ca.Ri.Civ., in collaborazione con il Comune di Civitavecchia e la Direzione artistica del Teatro Traiano completa, con la <strong>Traviata</strong>, il progetto di realizzare la cosiddetta “trilogia popolare” di Giuseppe Verdi. Il 6 marzo 1853, andava in scena, al Teatro la Fenice di Venezia, La Traviata, uno dei melodrammi verdiani destinato a rimanere nella storia della musica. E’ a Parigi  che Verdi assiste alla rappresentazione de La dame aux camélias, dramma teatrale in tre atti di Alexandre Dumas figlio, andato in scena nella capitale francese il 2 febbraio 1852. Le vicende della prostituta Marguerite Gautier descritte da Dumas si rifanno alla storia vera di Alphonsine (detta Marie) Duplessis, una ragazza conosciuta personalmente da Dumas e morta giovanissima. Per  Verdi è una folgorazione e decide che quello diventerà il soggetto della sua prossima opera per La Fenice di Venezia. Insieme al librettista Francesco Maria Piave definisce la vicenda e dà a Margherita un altro nome, forse destinato a scavalcare il primo: Violetta.</p>
<p>Alla prima rappresentazione per la Fenice di Venezia La Traviata fu un fiasco totale: sbagliati gli interpreti (Fanny Salvini-Donatelli nella parte di Violetta, Lodovico Graziani in quella di Alfredo, Felice Varesi in quella di Germont), scabroso il soggetto, imbarazzante l’attualità del contesto. Andò meglio la rappresentazione del 1854, sempre a Venezia e con un’ambientazione <br />settecentesca che assecondava di più i gusti del pubblico. Ma meglio ancora andarono le esecuzioni successive, dove La Traviata venne consacrata come uno dei capolavori dell’autore e una delle opere liriche più amate dal pubblico. Una figura immortale <br />di donna che ha attraversato indenne tutti i linguaggi artistici (letteratura, musica, cinema, pittura, televisione) e che &#8211; come Margherita o come Violetta &#8211; ha sempre richiesto interpreti d’eccezione: dalla Bernhardt alla Duse, dalla Garbo alla straordinaria Callas  (per la regia di Luchino Visconti), fino alle recenti versioni cinematografche con Julia Roberts e Nicole Kidman.</p>
<p>Al Teatro Traiano, nell’ottobre 2011, il ruolo di Violetta sarà interpretato dalla brava e bella Paola Di Gregorio, già soprano nel Trovatore , rappresentato al Traiano nel marzo 2011.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-479" title="Orari Traviata" src="http://www.teatrotraianocivitavecchia.it/wp-content/uploads/Cariciv3.jpg" alt="Orari Traviata" width="296" height="94" /></p>
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		<title>Il miracolo di Don Ciccillo</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Sep 2011 08:42:13 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Fuori Abbonamento]]></category>
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		<description><![CDATA[Alberto Pisapìa, ristoratore di professione, gestisce un ristorante di periferia ormai sull’orlo del fallimento!&#8230; Sposato con Valeria Vitiello, giovane donna sanguigna dal carattere combattivo ed esuberante, è padre di due fgli maschi, Vincenzo e Matteo, l’uno disoccupato,scapestrato e superfciale, l’altro &#8230; <a href="http://www.teatrotraianocivitavecchia.it/fuori-abbonamento/il-miracolo-di-don-ciccillo.html">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-465" title="Carlo Buccirosso 2" src="http://www.teatrotraianocivitavecchia.it/wp-content/uploads/Carlo-Buccirosso-2.jpg" alt="Carlo Buccirosso 2" width="372" height="248" />Alberto Pisapìa, ristoratore di professione, gestisce un ristorante di periferia ormai sull’orlo del fallimento!&#8230; Sposato con Valeria Vitiello, giovane donna sanguigna dal carattere combattivo ed esuberante, è padre di due fgli maschi, Vincenzo e Matteo, l’uno disoccupato,scapestrato e superfciale, l’altro laureato,rifessivo e pacato. Alberto vive ormai, da quasi quattro anni, una situazione di grande disagio psichico che negli ultimi tempi ha assunto la conformazione di un vero e proprio esaurimento nervoso! Difatti,un pò a causa della crisi economica del paese e della propria attività di ristorazione di rifesso, ed anche a seguito di una serie di investimenti avventati consigliati dal fratello Ernesto, suo avvocato e socio in affari, Alberto si è ritrovato a dover combattere una personale disperata battaglia contro gli attacchi spietati dell’Equitalia che,con inesorabile precisione,lo colpisce quasi quotidianamente,nella quiete della propria abitazione ormai ipotecata da tempo,con cartelle esattoriali di tutti i tipi,di tutti generi, di svariate forme e consistenza! Il medico che lo ha in cura, il dottor Pasquale Cinquegrana, e la giovane infermiera Angela che lo assiste giorno e notte per seguire l’evolversi del suo stress mentale,coadiuvata dall’affettuosa presenza di Titina,la fedele governante della famiglia Pisapìa, seguono una terapia di disintossicazione, tesa a recuperare la lucidità del paziente,attraverso la rappresentazione di una realtà diversa da quella ben più ingarbugliata, che logora ormai da tempo la serenità e la pazienza di Alberto Pisapìa, nonché della sua intera famiglia!</p>
<p>Ma un altro grosso problema contribuirà a complicare defnitivamente la sua guarigione, un ostacolo insormontabile, un male inesorabile che neppure la terapia più all’avanguardia sarebbe stata in grado di prevenire e fronteggiare, un cancro dal quale un solo “vero miracolo” avrebbe potuto salvare la vita di Alberto Pisapìa, liberando per sempre la sua anima,posseduta da lucidi e perversi pensieri di morte&#8230; la minaccia mortifera e pestilenziale di sua suocera Clementina!</p>
<p>Spettacolo offerto dall’amministrazione comunale agli abbonati della precedente stagione teatrale 2010-2011. I rimanenti posti liberi saranno disponibili per sbigliettamento.</p>
<p>turno exA &#8211; sabato 22 ottobre ore 21.00<br />turno exB &#8211; domenica 23 ottobre ore 17.00<br />turno exC &#8211; domenica 23 ottobre ore 21.00</p>
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		<title>Certe notti</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Sep 2011 07:49:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cartellone Danza]]></category>
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		<description><![CDATA[Bisogna mettersi il cuore in pace. Non esiste un essere umano a cui piaccia esattamente tutta la stessa musica che emoziona qualcun altro. Nei casi più estremi ci può essere parecchia musica che piace ad entrambi. Di sicuro mai tutta. &#8230; <a href="http://www.teatrotraianocivitavecchia.it/cartellone-danza/certe-notti.html">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-412" title="Certe notti" src="http://www.teatrotraianocivitavecchia.it/wp-content/uploads/Certe-notti-300x172.jpg" alt="Certe notti" width="300" height="172" />Bisogna mettersi il cuore in pace. Non esiste un essere umano a cui piaccia esattamente tutta la stessa musica che emoziona qualcun altro. Nei casi più estremi ci può essere parecchia musica che piace ad entrambi. Di sicuro mai tutta. Certo, uno dice, questo vale per qualsiasi espressione artistica. Ma se la maggior parte delle opere d’arte viene assimilata attraverso gli occhi (letta, <br />contemplata ecc.), nel caso della musica bisogna fare i conti anche con una variante in più: la fisica. Perché, come è risaputo, si tratta di vibrazione. E in quanto tale, la risposta di ognuno ai suoi richiami non è soltanto del cervello e dell’anima ma è una risposta di tutto il corpo. E’ per questo che gli effetti della musica (e, se possibile, ancora di più quelli delle canzoni) sulle persone sono così soggettivi, vari, ed eventuali. Perché le si risponde ognuno con la propria interezza.</p>
<p>Ecco allora la risposta intera (fisica, mentale e dello spirito) di un grande coreografo e di una prestigiosa compagnia di danza ad alcune delle mie canzoni. Dove il corpo non deve soccombere a testa e anima ma viene trattato alla loro stregua. Dove, anzi, si serve di loro. Dove si fa meravigliosamente impudente con la propria bellezza e armonia. Slancio, spregiudicatezza, sfide alla gravità. Estensione, battito, respiro, sensualità. Dove, insomma, il corpo dimostra di avere tanti segreti da svelare. Soprattutto quelli che conosce della musica.<br /><em>Luciano Ligabue</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La musica che esce da una radio e rompe il silenzio provocato dal rumore sordo e monotono del motore, i raggi dei fari che tagliano l’oscurità e concedono un passaggio attraverso il paesaggio che si nasconde dietro il velo della notte, un paesaggio che esiste da sempre, che è li già da molto prima di noi, che forse conosciamo bene, che vive dei suoi infiniti volti e respiri ma che, immerso nel silenzio della notte diviene il luogo della nostra immaginazione, delle nostre inquietudini e dei nostri sogni, un paesaggio che si ridisegna totalmente. Questa, semplicemente questa è l’idea di questo lavoro, un cammino attraverso la notte intesa non come un’oscurità reale e mentale ma, assaporata come rigeneratrice di una realtà intima, personale, come il buio che precede l’apertura di un sipario, momento magico che ci sospende e ci spinge entro il luogo in cui il reale ed il consueto si trasformano, dove tutto, le nostre ansie, le nostre passioni, le nostre gioie si materializzano, dove tutto il reale si ripresenta con valori diversi. Questa notte dovrà essere come un treno preso al volo senza conoscere la fermata in cui scenderà dovrà essere il luogo delle nostre possibilità ed insieme delle nostre sconfitte, il luogo delle nostre solitudini e contemporaneamente delle nostre condivisioni dovrà, insomma, rivelarsi come grande metafora di un palcoscenico o, forse, sarà il palcoscenico ad offrirsi metafora <br />a questa notte?<br /><em>Mauro Bigonzetti</em></p>
<p>turno D: sabato 10 dicembre ore 21.00</p>
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		<title>Nel bosco addormentato</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Sep 2011 16:47:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[A Teatro con Mamma e Papà]]></category>
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		<description><![CDATA[Cosa succede quando un sogno si avvera? Questa storia comincia in una notte di luna piena. E’ notte e nel suo castello la regina sogna con tutte le sue forze di avere una figlia. Il suo sogno diventa realtà grazie &#8230; <a href="http://www.teatrotraianocivitavecchia.it/a-teatro-con-mamma-e-papa/nel-bosco-addormentato.html">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-332" title="Bottega Apocrifi" src="http://www.teatrotraianocivitavecchia.it/wp-content/uploads/Bottega-Apocrifi-300x259.jpg" alt="Bottega Apocrifi" width="300" height="259" />Cosa succede quando un sogno si avvera? Questa storia comincia in una notte di luna piena. E’ notte e nel suo castello la regina sogna con tutte le sue forze di avere una figlia. Il suo sogno diventa realtà grazie alla Fata Bianca, una fata potente, elegante, bella, ma senza amore, che lancia una maledizione sulla principessa appena nata: “quando la principessa compirà 16 anni si pungerà il dito con un ago da cucito e morirà”. Una fata meno bella, meno elegante e meno potente ottiene che la principessa non muoia ma dorma per cento anni in attesa che l’amore la risvegli. Da quel momento il destino si mette in viaggio e per 16 anni il re e la regina, le fate buone, la luna, i sudditi del regno cercano di nascondergli la strada, così quando lui arriva puntuale all’appuntamento la principessa non lo riconosce. La principessa si trova faccia a faccia con il suo destino; si punge e cade in un sonno profondo. Tutto il regno si addormenta insieme a lei, tutti gli uomini, tutte le fate tranne una, la Fata Bianca che resta di fanco alla principessa a regalarle i sogni più belli, sogni che le sembrino più vivi della realtà, sogni che le facciano dimenticare che desidera svegliarsi.</p>
<p>Solo l’amore vero, con le sue stramberie e imperfezioni, potrà essere più forte dell’inganno dei sogni perfetti, ma dovrà riuscire a farsi riconoscere.</p>
<p><img class="alignleft size-large wp-image-462" title="Cariciv2" src="http://www.teatrotraianocivitavecchia.it/wp-content/uploads/Cariciv21-1024x107.jpg" alt="" width="476" height="49" /> turno F &#8211; giovedì 8 dicembre ore 17.00 -<strong> ingresso gratuito</strong></p>
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		<title>Vincenzo Salemme</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Sep 2011 09:58:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[La Grande Stagione]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;L’astice al veleno è una commedia che ho scritto nell’autunno 2010. E’ basata su un meccanismo comico farsesco ma ha un linguaggio tipico della commedia brillante e romantica. Protagonisti sono Barbara e Gustavo. Lei è un’attricetta, amante, addolorata e delusa, &#8230; <a href="http://www.teatrotraianocivitavecchia.it/la-grande-stagione/vincenzo-salemme.html">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-68" title="Vincenzo Salemme" src="http://www.teatrotraianocivitavecchia.it/wp-content/uploads/salemme2-300x289.jpg" alt="Vincenzo Salemme" width="300" height="289" />&#8220;L’astice al veleno</strong> è una commedia che ho scritto nell’autunno 2010. E’ basata su un meccanismo comico farsesco ma ha un linguaggio tipico della commedia brillante e romantica. Protagonisti sono Barbara e Gustavo. Lei è un’attricetta, amante, addolorata e delusa, del regista dello spettacolo che sta provando, il quale regista è a sua volta è un inseparabile ammogliato. Gustavo invece è un pony express che porta in giro pacchi dono per il natale imminente. La vicenda infatti nasce e finisce nella giornata del 23 dicembre. Si svolge nel teatro dove Barbara debutterà tra pochi giorni ma in scena coi protagonisti ci saranno 4 figure molto particolari: sono le statue raffgurate nella scenografa, una lavandaia del cinquecento, uno scugnizzo di Gemito, un poeta rivoluzionario tratto dal Regno delle Due Sicilie, un “munaciello”, figura mitologica dell’iconografa popolare napoletana, che si esprime come un primitivo. Barbara è una bellissima donna ma molto suscettibile e sognatrice e proprio per questa sua fragilità psicologica, parla con queste figure inanimate che però nella sua fantasia prendono vita. Solo lei (e il pubblico in sala) le vede “vivere”. Sono come gli amici immaginari dei bambini. E invece quando in teatro arriva Gustavo col costume di Babbo Natale per consegnarle il dono di una ditta teatrale, anche per lui le statue si muovono. E’ il segno che tra i due c’è molto in comune. Barbara però per mettere fne alla sua relazione con il regista adultero ha un piano diabolico: invitarlo a una cenetta a lume di candela lì in teatro e avvelenarlo con un vino al cianuro di potassio e poi togliersi la vita allo stesso modo. Quindi l’arrivo di Gustavo complica le cose perché  le statue gli impediscono di uscire dal teatro in modo che la sua presenza renda impossibile il piano omicida di Barbara. Il tutto condito dalle incursioni di un astice vivo da cucinare ma che nessuno ha il coraggio di ammazzare. Infine il ritmo delle battute sarà ammorbidito da una decina di pezzi  inediti cantati dai nostri personaggi. L’idea di introdurre questi passaggi musicali in un meccanismo narrativo di genere assolutamente comico rappresenta uno degli elementi di maggiore novità nella mia proposta per la prossima stagione. Sarà uno spettacolo molto natalizio ma non per questo meno adatto a portare nei teatri una ventata di festosa allegria anche negli altri periodi dell’anno.&#8221;</p>
<p><em>Vincenzo Salemme</em></p>
<p>turno C &#8211; venerdì 4 novembre ore 21.00<br /> turno A &#8211; sabato 5 novembre ore 21.00<br /> turno B- domenica 6 novembre ore 17.00</p>
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		<title>Pino Quartullo e Clementino</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Sep 2011 09:57:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[La Grande Stagione]]></category>
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		<description><![CDATA[Il film Che ora è di Ettore Scola che nel 1989 vide Marcello Mastroianni e Massimo Troisi interpreti protagonisti (entrambi vincitori della coppa Volpi al Festival di Venezia), viene oggi portato sul palcoscenico da Pino Quartullo, che ne firma la &#8230; <a href="http://www.teatrotraianocivitavecchia.it/la-grande-stagione/pino-quartullo-e-clementino.html">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-59" title="Quartullo e Clementino" src="http://www.teatrotraianocivitavecchia.it/wp-content/uploads/quartullo1-300x185.jpg" alt="Quartullo e Clementino" width="300" height="185" />Il film <strong>Che ora è</strong> di Ettore Scola che nel 1989 vide Marcello Mastroianni e Massimo Troisi interpreti protagonisti (entrambi vincitori della coppa Volpi al Festival di Venezia), viene oggi portato sul palcoscenico da Pino Quartullo, che ne firma la regia ed interpreta il ruolo che fu di Mastroianni, con adattamento teatrale di Paola e Silvia Scola (anche sceneggiatrici del film originale).</p>
<p><strong>Che ora è</strong> racconta un giorno speciale a Civitavecchia: la visita di Giuseppe Ridolfi, un avvocato romano di successo, al figlio Michele, indolente napoletano, simpatico, di stanza nella caserma Piave, per il servizio di leva. Una lunga passegiata tra padre e figlio nella città di mare, crea l’occasione per parlare un po’, scontrarsi e scoprirsi. Un padre con le idee chiare a contrasto con un figlio inconcludente ed introverso, da poco laureato in lettere ma che non sa ancora cosa fare nella vita. Una giornata-detonatore che dà opportunità al padre di cercare intimità mai concesse, recuperare in fretta un rapporto mai avuto, strappare confidenze, indagare sugli amori e le amicizie del ragazzo, rivelare gelosie, ricoprendolo di regali non desiderati e trasferire su di lui le sue aspirazioni. E dopo un accesissimo scontro&#8230; reincontrarsi, forse per la prima volta, con due uomini molto diversi ma uniti da un vincolo indissolubile.</p>
<p>Questa nuova versione, per ovvie peculiarità teatrali, pur mantenendo pressocché intatti i dialoghi originali, vede sia i momenti di scontro che di commedia più marcati ed accesi, e dà l’opportunità ai personaggi di raccontare al pubblico i propri pensieri (come in &#8220;Strano interludio&#8221; di O’Neill, citato ironicamente in <em>&#8220;</em>C’eravamo tanto amati&#8221; dello stesso Ettore Scola) e il divertimento provocato dal confronto delle diversità caratteriali trova sul palco, lontano dalle location cinematografiche, una maggiore concentrazione sui personaggi. A fianco di Quartullo, nel ruolo del figlio, che fu di Massimo Troisi, Clementino: un giovane attore comico napoletano, già rapper di grande successo, dotato di grande forza comunicativa capace di coinvolgere il pubblico, come nelle sue performance musicali; Clementino è sicuro catalizzatore di simpatie e di un solidale schieramento dalla sua parte, di figlio incompreso e “stressato”. Valentina De Giovanni, attrice civitavecchiese doc, interpreta la scombinata fidanzata non gradita al padre. Le musiche originali, integralmente e magistralmente composte dal Maestro Armando Trovajoli per <strong>Che ora è</strong>, conferiscono ritmo, profondità ed energia sentimentale allo spettacolo.</p>
<p>turno C &#8211; venerdì 25 novembre ore 21.00<br /> turno A &#8211; sabato 26 novembre ore 21.00<br /> turno B- domenica 27 novembre ore 17.00</p>
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		<title>Concerto di musica etnica</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Sep 2011 09:17:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi Speciali]]></category>
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		<description><![CDATA[Cos’è che ci spinge a ricercare le radici della nostra cultura? Forse, la volontà di scoprire qualcosa di più su di noi, sui nostri modi di essere e di fare, insomma sul nostro modo di vivere. In questa ottica si &#8230; <a href="http://www.teatrotraianocivitavecchia.it/eventi-speciali/concerto-di-musica-etnica.html">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-491" title="Concerto Musica Etnica" src="http://www.teatrotraianocivitavecchia.it/wp-content/uploads/Concerto-Musica-Etnica.jpg" alt="Concerto Musica Etnica" width="421" height="252" />Cos’è che ci spinge a ricercare le radici della nostra cultura? Forse, la volontà di scoprire qualcosa di più su di noi, sui nostri modi di essere e di fare, insomma sul nostro modo di vivere. In questa ottica si spiega lo sviluppo e il consenso che il <strong>Festival di Musica Etnica di Civitavecchia</strong> ha ottenuto nel corso degli ultimi anni. Curato dall’Associazione Culturale “<strong>Il Cantiere della Musica</strong>” di Mario Camilletti e Diego Spano, il Festival deve la sua concretizzazione alla sensibilità del Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Civitavecchia, avv. Vincenzo Cacciaglia, e di tutto il Consiglio d’amministrazione. Lo scopo è quello di fornire al pubblico, sempre più interessato e attento a dispetto della velocità e dell’indifferenza che contraddistingue il nostro mondo moderno, la possibilità di ascoltare dal vivo i migliori nomi del panorama etnico nazionale ed internazionale, cercando così di creare interesse attorno alle radici musicali proprie ed a quelle altrui, conl’obiettivo di riscoprire noi stessi e di conoscere meglio gli altri, i nostri “vicini”. Ma non è questa l’unica offerta: la gratuità degli spettacoli, particolarità che rende particolarmente appetibili i vari concerti, rendendo a tutti possibile l’accesso e la fruizione degli spettacoli, confgura il Festival di Civitavecchia come uno dei pochi totalmente gratuiti, dove lo spettatore trova una straordinaria e gratuita offerta culturale, nel rispetto di quello che era il costume del Teatro presso i Greci.</p>
<p>Il Festival, nato nel 2003,  ha già visto la partecipazione di artisti quali la Nuova Compagnia di Canto Popolare, Riccardo Tesi, Javier Girotto, Alfo Antico, Eugenio Bennato, l’irlandese Emily Smith, gli Aquaragia Drom, Nando Citarella, i greci Uzeri, Arnaldo Vacca, il duo Malastrana, l gruppo italo-spagnolo dei Flamenco vivo, la Piccola Orchestra “La Viola”, il croato Boris Kovac, Ruggero Artale, Enrico Capuano, Ciccio Merolla, Umberto Sangiovanni, Mimmo Epifani, i Kamafei, nomi che basterebbero a fare una piccola enciclopedia della musica etnica, e che ogni anno stupisce con nuove iniziative. Dal 2008 il Festival si è arricchito di un appuntamento invernale, anche questo fnanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio, che riesce a scaldare il cuore dei presenti attraverso la musica e la genialità dei musicisti che intervengono sul palco del Teatro Traiano. Considerati anche gli appuntamenti invernali, fnora sono stati realizzati 42 concerti, per un numero totale di spettatori pari a più di 28.000 (numero dato per difetto). Questo è il  Festival della Musica Etnica di Civitavecchia, uno dei porti maggiori del Mediterraneo che ha riscoperto la sua vocazione ad essere anche crocevia di popoli, culture, idee e quindi musica, come fu all’epoca della sua nascita, ai tempi dell’imperatore Traiano; vi aspettiamo.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-505" title="Concerto Etnico" src="http://www.teatrotraianocivitavecchia.it/wp-content/uploads/Concerto-Etnico.jpg" alt="Concerto Etnico" width="306" height="97" /></p>
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		<title>Elio Germano</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Sep 2011 09:14:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le Nuove Creatività]]></category>
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		<description><![CDATA[NOTE DI PRESENTAZIONE Curioso uomo, Thom Pain. Antieroe solitario, narratore, amante tormentato, pazzo, esistenzialista, comico, caustico, poeta, filosofo, animatore, prestigiatore, consigliere, canaglia, confessore, seduttore, ottimista ferito e pessimista speranzoso. Intrappolato in rifessioni apparentemente inconsistenti e sconnesse, ci introduce alla memoria &#8230; <a href="http://www.teatrotraianocivitavecchia.it/le-nuove-creativita/elio-germano.html">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-128" title="Elio Germano" src="http://www.teatrotraianocivitavecchia.it/wp-content/uploads/germano-300x235.jpg" alt="Elio Germano" width="300" height="235" />NOTE DI PRESENTAZIONE</strong><br /> Curioso uomo, Thom Pain. Antieroe solitario, narratore, amante tormentato, pazzo, esistenzialista, comico, caustico, poeta, filosofo, animatore, prestigiatore, consigliere, canaglia, confessore, seduttore, ottimista ferito e pessimista speranzoso. Intrappolato in rifessioni apparentemente inconsistenti e sconnesse, ci introduce alla memoria e agli incidenti che hanno plasmato la sua infanzia e ne hanno fatto l’uomo che è. Raccontando di sé, continuamente a metà tra memoria e paura, si abbandona ad altre storie, a barzellette, tenta giochi di prestigio, deviando in apparenza dal filo del suo discorso. Un’autentica cavalcata di parole, al servizio del teatro.</p>
<p>“<em>A metà tra un esercizio di esistenzialismo e un’esplorazio</em><em>ne beckettiana</em>” The Washington Post.</p>
<p>“<em>…Dentro e fuori stati d’animo diversi, scatena </em><em>un torrente di introspezione elegiaca</em>”  J. Corley.</p>
<p><strong>NOTE DI ELIO GERMANO</strong><br /> (…) credo che questo testo non faccia sconti a nessuno, tanto meno a me. Non puoi entrarci a meno di non essere Thom Pain. E questa è stata la grande diffcoltà richiesta al mio lavoro: essere e non provare ad imitare, essere lui del primo momento, senza indugi,<br /> senza giudicarlo, senza recitare le sue intenzioni. C’è solo Thom Pain e il pubblico, con cui cerca di stabilire una relazione, pur essendo terrorizzato dall’idea di una possibile sintonia. Ho pensato continuamente, provando, che Thom Pain parlando fssi gli spettatori e scorga nei loro sguardi gli spunti di conversazione che lo portano continuamente a cambiare argomento dal suo discorso iniziale.</p>
<p>Turno E &#8211; giovedì 1 dicembre ore 21.00</p>
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		<title>La Trappola</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Sep 2011 08:48:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fuori Abbonamento]]></category>
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		<description><![CDATA[Torna al Teatro Traiano il grande attore e regista Gabriele Lavia con un libero adattamento della novella  La Trappola di Luigi Pirandello. Gabriele Lavia è attualmente direttore artistico del Teatro Stabile di Roma e sarà in scena, durante la stagione &#8230; <a href="http://www.teatrotraianocivitavecchia.it/fuori-abbonamento/la-trappola.html">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-475" title="Lavia" src="http://www.teatrotraianocivitavecchia.it/wp-content/uploads/Lavia.jpg" alt="Lavia" width="251" height="291" />Torna al Teatro Traiano il grande attore e regista Gabriele Lavia con un libero adattamento della novella  La Trappola <br />di Luigi Pirandello. <strong>Gabriele Lavia</strong> è attualmente direttore artistico del Teatro Stabile di Roma e sarà in scena, durante <br />la stagione 2011-2012 con un altro testo di Luigi Pirandello Tutto per Bene. Molto spesso, le novelle pirandelliane rappresentano il primo abbozzo per riprendere poi trame e personaggi in contesti più ampi dei romanzi e delle opere teatrali del grande letterato. Accade così che la novella ed il pezzo di teatro finiscano per avere lo stesso titolo (come ad esempio nella  Giara). L’insieme delle <br />novelle contiene nella loro esemplarità sostanziale e sintetica tutti i temi dei romanzi e delle opere teatrali. La novella <strong>La Trappola</strong> si svolge come un discorso interiore di un uomo, Fabrizio, convinto che la vita sia una trappola perché conduce sempre alla morte.</p>
<p>L’uomo è diviso tra la vita e l’apparenza, la forma. La forma è un concetto fondamentale in Pirandello perché l’uomo secondo lui, non è mai sé stesso ma si sforza di recitare sempre una parte. Per Fabrizio, le donne sono lo strumento diabolico del destino perché attirano l’uomo spingendolo a riprodursi e a generare altri infelici che saranno comunque in trappola. Anche lui è stato sedotto da <br />una donna sposata, che non poteva avere figli e che ha strappato a lui una gravidanza per poi andarsene con il marito. Fabrizio rimarrà da solo con il vecchio padre malato e paralizzato, condannato a quella sorte dal padre di suo padre che inconsapevolmente lo ha generato 76 anni prima. Per Fabrizio infatti ogni Genitore è il boia della creatura che genera e che dice di amare perchè la condanna a morte.</p>
<p>Giovedì 3 maggio ore 21:00</p>
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		<title>Incommunicado</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Sep 2011 07:56:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cartellone Danza]]></category>
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		<description><![CDATA[“Spleen”  in Magritte è un particolare stato d’animo che pervade di sé la camera oscura della coscienza e che determina le modalità stesse della osservazione da parte del soggetto. Per Magritte l’artista non guarda direttamente alla realtà, ma la ricostruisce &#8230; <a href="http://www.teatrotraianocivitavecchia.it/cartellone-danza/incommunicado.html">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-419" title="Incommunicado" src="http://www.teatrotraianocivitavecchia.it/wp-content/uploads/Incommunicado-241x300.jpg" alt="Incommunicado" width="241" height="300" /></p>
<p>“Spleen”  in Magritte è un particolare stato d’animo che pervade di sé la camera oscura della coscienza e che determina le modalità stesse della osservazione da parte del soggetto. Per Magritte l’artista non guarda direttamente alla realtà, ma la ricostruisce in sé così come essa viene componendosi nel suo occhio. E’ questo un  processo misterioso <br />che racchiude nel suo interno  infinite forme di incomunicabilità possibile:  di qui   una malinconia che invade necessariamente l’anima.</p>
<p>In <strong>Incommunicado </strong> il sacrificio rituale dell’ innocenza, il dolore trattenuto nei gesti densi di significato dei danzatori, il movimento coreografico che si fa pura emozione passano necessariamente per il percorso di una incarnazione, per il racconto delle fasi eterne e ricorrenti  della vita, per la stessa assunzione sofferta di un destino. L’agire quotidiano alla luce dell’occhio della coreografa rivela, così, profondità inaspettate, il senso stesso di un interrogativo segreto che lo trascende e che lo sublima. Ora il falco non lancia più “grida insensate ad orecchie fatte ottuse” citando  Sylvia Plath, al contrario la bianca colomba plana sulla “fabbrica delle pietre” permettendo l’ascolto del risvegliarsi stesso delle felci. In questo ascolto l’anima ritrova le sue origini nella iscrizione subitanea e   imprevedibile  nelle  pieghe invisibili di una nuova armonia ….. e il sacrificio consumato prelude al dono della parola. <br /><em>Paola Scoppettuolo</em></p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-421" title="Cariciv" src="http://www.teatrotraianocivitavecchia.it/wp-content/uploads/Cariciv-300x58.jpg" alt="Cariciv" width="300" height="58" /></p>
<p> turno D &#8211; mercoledì 18 gennaio ore 21.00, <strong>ingresso gratuito</strong></p>
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