Che fine ha fatto Baby Jane?
Due sorelle. Una grande casa. Entrambe un tempo famose, belle e fortunate. Ora il tempo implacabile le ha rese sforite, deluse, legate al passato e ai ricordi… e pazze. Irrimediabilmente. Una ancora legata al passato di ex bimba prodigio che si aggira tra ombre oscure al piano di sotto e l’altra costretta ad una sedia a rotelle, al piano superiore, soffocata dall’ansia e dal dubbio
riguardo a cosa stia realmente accadendo “ di sotto “. Fino al catartico fnale rivelatore. Che fine ha fatto “Baby Jane”?, lo spettacolo diretto da Massimiliano Bolcioni prodotto da Teatro Delle Forchette e interpretato da Stefano Naldi, Antonio Sotgia assieme a Valentina Minzoni ed Andrea Fedi, è pertanto un fascinoso, inquietante e spaventevole esempio puro di come rileggendo attentamente persino sceneggiature cinematografche di flm reputati non subito di serie “A” quali il sopracitato, si possano oggigiorno disseppellire, attraverso l’Arte della Scena, temi profondi e anche scomodi all’epoca sacrifcati per vari e svariati motivi.
NOTE DEL REGISTA
Questo testo non parla di omosessualità se non marginalmente quindi non se ne faccia un manifesto pro o contro i diritti sociali. Si parla invece di crudeltà dell’individuo e sociale autentica non presupposta o auto conclamata, quindi i veri “cattivi” a prescindere dalla trama principale, sono fondamentalmente i cosiddetti “normali” e quindi Edna Stitt e Edwin Flagg. Pronti a giudicare e condannare solo dalle apparenze, sia che questo avvenga per estremo affetto come nel primo caso che per interesse personale nel secondo. La tragedia principale sta nell’impedimento stesso dell’individuo, verso gli altri e verso se stessi, sia morale che fsico, che confuisce nell’accidia di fronte al problema da risolvere. La battuta più crudele e cardine di tutto il testo utile a cogliere il perno registico quindi diviene la seguente pronunciata da John al fratello; “Ma tu ci sei, Blake! Ci sei inchiodato su quella sedia! Ci sei e ci rimarrai inchiodato fino al giorno della tua morte su quella sedia Blake! Cacciatelo in testa! Ecco come stanno veramente le cose!” Il non potere cambiare l’ordine scritto del Destino nonostante per tutta la vita si sia tentato di fare il contrario. Da qua, il paragone con la Tragedia Greca classica. E relative conseguenze.
turno E – sabato 5 maggio ore 21.00









