|
|
|
 |
Prossimo spettacolo
in abbonamento disponibile:
|
 |
|
Compagnia della Rancia
e Giacaranda
Presentano
A Chorus Line
Ideato e originariamente diretto
e coreografato da Michael Bennet
Libretto
James Kikwood
e Nicholas Dante
Musiche
Marvin Hemlisch
Canzoni
Edward Kleban
Co-coreografato da
Bob Avien
Con
Cristian
Amadori
|
|
|
 |
| |
 |
Note di presentazione |
|

È stato uno dei più grandi successi del musical di
tutti i tempi; è stato lo spettacolo che, prodotto
dalla Compagnia della Rancia nel 1990, ha convinto
tutti che anche in Italia si potesse mettere in
scena un musical; la nuova edizione americana,
attualmente, è il più grande successo in cartellone
a Broadway: “A Chorus Line”, il “re” dei musical,
torna in Italia in una nuova edizione prodotta dalla
Compagnia della Rancia e da Giacaranda.
Anche questa nuova edizione di “A Chorus Line” vedrà
la regia associata di Baayork Lee e Saverio Marconi
- che già avevano firmato le precedenti edizioni - e
il riallestimento sarà curato da Luis Villabon.
Baayork Lee è una delle più profonde conoscitrici di
“A Chorus Line”: oltre ad essere stata la ballerina
che ha originariamente ispirato, con la sua vita
reale, la storia di Connie, uno dei personaggi del
musical di Michael Bennett, ha diretto e riallestito
le coreografie originali di decine di edizioni del
musical in America e in tutto il mondo e ha curato
le coreografie dell’edizione attualmente in scena a
Broadway.
La grande affluenza di candidati alle audizioni ha
testimoniato ancora una volta che “A Chorus Line” è
il musical che ogni performer vorrebbe interpretare,
in cui si identifica con i protagonisti e si
confronta con i propri sogni e le proprie
aspirazioni. Le prove si stanno svolgendo a
Tolentino, nelle Marche, fucina di quasi tutti i
musical della Compagnia della Rancia, che sarà
ancora una
volta il “buen retiro” del cast per le lunghissime
giornate di prove di danza, canto e recitazione.
|
 |
 |
Note
di regia di Saverio Marconi |
|
|
Una
linea bianca segna il palcoscenico, una linea che,
nella consuetudine degli spettacoli di Broadway,
divide la zona del “coro” dal proscenio, riservato
alle star.
Una linea che divide anche le azioni: tutto ciò che
accade dietro di essa rappresenta i sogni e i
ricordi di ciascun ballerino, mentre tutto ciò che
accade davanti è la realtà.
Questo è “A Chorus Line”. Emozionante, creativo, a
tratti drammatico, A Chorus Line (concepito e
originariamente diretto da Michael Bennet, scritto
da James Kirkwood e Nicholas Dante, con le
bellissime musiche di Marvin Hamlisch) nasce nel
1975 da un workshop in cui un gruppo di ballerini,
dopo le prove di uno spettacolo, si incontrano per
parlare della propria vita personale e
professionale. L’incontro fu registrato su un nastro
e trascritto: da lì fu tratto il testo dello
spettacolo.
Dopo la leggendaria prima del 25 luglio 1975 al
Public Theatre di New York, alla presenza di 300
spettatori, partì un passaparola che portò a una
svolta nella storia di Broadway: era nato il “Re dei
musical”.
In scena, il “teatro nel teatro”, la storia non solo
di un regista che sceglie, tra i numerosi candidati,
il corpo di ballo per un nuovo spettacolo, ma,
soprattutto, la vita di giovani messa a nudo sul
palcoscenico con le speranze, i sogni, le debolezze
e i fallimenti della realtà quotidiana.
Per tutti è una sfida con la vita. È questa la
storia del ballerino, nuda e cruda, come nuda e
scarna è la scena che esalta la drammaticità del
lavoro che non c’è, delle sconfitte che si
susseguono, della passione che costringe questi
giovani ad arrancare sperando di farcela a ogni
nuova audizione. La
musica, le coreografie, la recitazione sono tutta
un’ esaltazione del musical, che mai come qui
rappresenta la vita stessa degli attori.
La storia racconta di un’audizione a Broadway: il
regista Zach vuole conoscere a fondo i ballerini che
si sono presentati, e chiede loro di parlare di se
stessi. Ne nascono confidenze emozionanti,
divertenti o commoventi, raccontate attraverso
balletti e canzoni dalla forza travolgente.
Alla fine, solo otto di loro saranno scelti ma, come
nel sogno di ciascuno, tutti compariranno nel grande
numero finale a cantare “ONE”, nel bagliore
accecante delle paillettes e dei cilindri dorati, a
dirci che, comunque, essere lì sul palcoscenico
rappresenta sempre “una rara sensazione”.
Saverio Marconi
|
 |
 |
La
storia dello spettacolo |
|
|
1974 Michael Bennet inizia il primo workshop con
22 ballerini.
1975 Dopo 101
repliche “Off Broadway” debutta allo Shubert Theater
il 25 luglio.
1976 A
Chorus Line riceve 12 nomination ai Tony Award e
ne vince 9; nello stesso anno vince il Premio
Pulitzer per il teatro. Nell’estate del 1976
debuttano altre produzioni a Los Angeles, Toronto e
Londra.
1983 A
Chorus Line, con 3389 repliche, diventa il
“longest running show” nella storia di Broadway,
superando Grease. Per festeggiare,
Michael Bennet riunisce gli interpreti di tutte le
edizioni, americane e internazionali e, nel
finale sul palcoscenico, danzano ben 338 ballerini.
1990 Lo
spettacolo chiude dopo 6137 repliche.
2006 La nuova
edizione di Broadway debutta il 5 ottobre, dopo
alcune preview, allo Schoenfeld Theater, ed è
tuttora in scena.
|
 |
 |
Recensione |
|
Lo
spettacolo nasce da un'idea di Michael Bennett che
nel 1974 riunì un gruppo di ballerini e ne raccolse,
in trenta ore di registrazione, confidenze e
confessioni sulla loro vita e la loro professione.
Questo musical è dunque un omaggio a questa
categoria d'artisti, e si rivela come un sapiente
gioco di teatro nel teatro che, per la prima
volta in modo così organico, adopera sullo stesso
piano testo, musica e coreografia.
In trent'anni di vita A Chorus Line ha avuto
decine di allestimenti in tutto il mondo, senza mai
perdere la perfezione della sua struttura ideativa e
creativa. La presenza di un riproduttore è
infatti necessaria in qualsiasi allestimento. È
un'imposizione contrattuale che mira al rigoroso
mantenimento della struttura registica, coreografica
ma anche delle scene e dei costumi. Una condizione
posta a tutela delle motivazioni, del contenuto,
dello spirito e della struttura artistica ideate dal
suo autore.
A questo è dovuta la presenza e la collaborazione di
Baayork Lee, che firma la regia in collaborazione
con Saverio Marconi. La Lee è la riproduttrice
ufficiale di questo musical, nonché interprete nella
prima edizione americana. Fu, infatti, proprio la
sua vita ad ispirare la storia del personaggio di
Connie.
Un cast d'energici performers sostiene lo
spettacolo, cavalcando la line,
ininterrottamente per due ore e un quarto. Divorano
questo tempo infilando, con una perfetta soluzione
di continuità, talvolta onirica e talvolta
realistica, un numero dietro l'altro e
portando con determinazione e fiato, tanto
fiato, la narrazione verso il traguardo. Tra
tutti spicca la bella voce della Maggie di
Floriana Monici e l'ironica Sheila di Lynn
Jamieson, caratterizzata da un leggero accento
anglosassone. La giovane Val di Lucia Blanco
regala freschezza e solarità al personaggio, così
come la tenera e divertente Kristine di
Manuela Zero s'impone per simpatia.
Tutti e ventitre i performers, giovani e meno
giovani, veterani e nuove leve, si adoperano al
meglio per rendere giustizia al proprio ruolo, per
raccontare con onestà ed impegno questa storia che
altro non è che la metafora della vita: la sfida
dell'esistenza, la lotta per la realizzazione dei
desideri, per la conquista degli obiettivi, per
l'affermazione di se stessi. Perché ogni vita ha una
sua line, che ha il potere di far essere,
di conferire identità, di concretizzare desideri e
ragioni.
(Ilaria Amaldi)
|
 |
 |
Saverio Marconi, regista |
|
|
Saverio
Marconi, nato a Roma, è per tutti il punto di
riferimento del musical in Italia. La sua carriera è
maturata attraverso diverse esperienze: attore di
cinema, teatro, radio e tv, insegnante di teatro,
regista teatrale, fino ad arrivare ai progetti come
regista cinematografico.
Dopo alcune esperienze
nel cinema Marconi con Paolo e Vittorio Taviani, è
Gavino ne “Padre Padrone”, il film che gli vale
l’ambito Palmares al Festival di Cannes e il Nastro
d’Argento come migliore interprete. “Padre Padrone”
è l’inizio di una fortunata carriera cinematografica
che porta Saverio Marconi ad essere uno degli attori
di punta del cinema impegnato degli anni 70 e 80;
altri grandi registi come Gillo Pontecorvo, Luigi
Comencini, Pasquale Squitieri lo dirigono come
protagonista in numerosi film.
Successivamente,
mentre in televisione interpreta alcuni degli
sceneggiati di più grande successo, si sperimenta
come regista teatrale con un piccolo gruppo
marchigiano non professionista. E’ il primo contatto
che lo porterà a far nascere a Tolentino la Scuola
di Recitazione di cui è ancora oggi Direttore
Artistico e, poi, la Compagnia della Rancia.La sua
grande passione lo fa essere per “la Rancia” attore,
regista, autore, produttore e direttore artistico e,
con determinazione dal 1988, fa del musical il suo
obiettivo produttivo e artistico, portando la
Compagnia ad essere una delle prime realtà teatrali
italiane. Dal 1988 firma la regia dei musical: “La
piccola bottega degli orrori”, “A chorus line”, “La
cage aux folles”, “Cabaret” “Dolci vizi al foro”,
“West side story”, “Cantando sotto la pioggia”,
“Sette spose per sette fratelli”, “Le notti di
Cabiria”, “Grease”, “Hello, Dolly!”, “A qualcuno
piace caldo”, “Dance!”, e “Pinocchio” lo
spettacolo-evento, scritto con i Pooh e Pierluigi
Ronchetti.
Nel frattempo
all’estero ha già diretto due musical a Parigi per
il celebre Teatro Folies Bergère e, a Broadway, la
fringe-presentation del musical originale “Mac
Gregor”. La sua esperienza di uomo di spettacolo lo
ha anche portato a sperimentarsi in nuovi generi: la
regia delle opere liriche “Don Pasquale” e “L’elisir
d’amore”, la regia del concerto di Gianni Morandi
“Come fa bene l’amore” e “Bulli & Pupe”.
Nel 2003ha curato
l’edizione in concerto di “Nine” in versione
italiana, ilmusical ispirato a “8 e ½” di Federico
Fellini, ed ha diretto l’opera lirica “Le donne
curiose” di Ermanno Wolf-Ferrari al Teatro
Filarmonico di Verona.
A gennaio 2005 Saverio
Marconi mette in scena il musical “Tutti Insieme
Appassionatamente” (“The Sound of Music”), che vede
il debutto teatrale di Michelle Hunziker.
Sempre nel 2005
inaugura la Scuola del Musical, un corso
professionale per trasferire le esperienze fatte
finora nel campo del musical alle nuove generazioni
e creare performer dalla qualità e professionalità
sempre maggiori.
A gennaio 2006 dirige
la versione italiana di "The Producers" di Mel
Brooks, con l'interpretazione di Enzo Iacchetti e
Gianluca Guidi (Premio ETI – Olimpici del Teatro
2006 come miglior musical), mentre è di maggio 2006
la regia di, “Sweet Charity” con Lorella Cuccarini e
Cesare Bocci e le coreografie di Luca Tommassini
(Premio I Teatranti dell’anno 2007 – Vittorio
Gassman).
Nel 2007 firma, a
gennaio, una nuova edizione di “Cabaret” con
protagonisti Michelle Hunziker e Christian Ginepro
e, a ottobre, la nuova edizione de “Il Giorno della
Tartaruga”, con Chiara Noschese e Christian Ginepro
e versione teatrale italiana del famosissimo Disney
Channel Original Movie "High School Musical" (co-regia
con Federico Bellone), prima produzione ufficiale di
un musical Disney in Italia.
|
 |
 |
Curiosità |
|
Nella prima edizione del 1990, sempre prodotta dalla
Compagnia della Rancia, il ruolo del regista, Zach,
era interpretato dallo stesso Saverio Marconi. In
quello stesso cast Christian Amadori, attualmente
impegnato nel ruolo di Zach, interpretava Mark, il
personaggio più giovane della line. |
| |
|
|
|
|
|
| |
|