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sabato 11 ottobre ore 21.00
domenica 12 ottobre ore 17.30
  CANTO PERCHÈ NON SO NUOTARE...DA 40 ANNI!
di e con
MASSIMO RANIERI
sabato 18 ottobre ore 21.00
domenica 19 ottobre  ore 17.30
  LA PAROLA AI GIURATI
di Reginald Rose
interpretato e diretto da

ALESSANDRO GASSMAN
sabato 22 novembre ore 21.00
domenica 23 novembre ore 17.30
  LA VEDOVA SCALTRA
di Carlo Goldoni
con
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regia di LINA WERTMÜLLER
scenografie di ENRICO JOB
sabato 29 novembre ore 21.00
domenica 30 novembre ore 17.30
  SENZA SWING
testo di F. Insinna, P. P. Palladino, M. Rutelli, G. Solari, A. Lolli
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regia di
GIAMPIERO SOLARI
sabato 10 gennaio ore 21.00
domenica 11 gennaio ore 17.30
  ULTIMA CHIAMATA
di Josiane Balasko
interpretato e diretto da

PINO QUARTULLO
con
PAOLA TIZIANA CRUCIANI
sabato 24 gennaio ore 21.00
domenica 25 gennaio ore 17.30
  MOLLY SWEENEY
di Brian Friel
con UMBERTO ORSINI,
Valentina Sperlì, Leonardo Capuano
regia di ANDREA DE ROSA
sabato 31 gennaio ore 21.00
domenica 1 febbraio ore 17.30
  AMLETO
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con ALESSANDRO PREZIOSI
regia di ARMANDO PUGLIESE
sabato 7 febbraio ore 21.00
domenica 8 febbraio ore 17.30
  BELLO DI PAPÀ
scritto, interpretato e diretto da
VINCENZO SALEMME
con Antonella Elia
martedì 3 marzo ore 21.00
mercoledì 4 marzo ore 21.00
  IL LAUREATO
 di Mike Nichols

con GIULIANA DE SIO
regia di TEODORO CASSANO
sabato 18 aprile ore 21.00
domenica 19 aprile ore 17.30
  A CHORUS LINE musical
ideato e originariamente diretto e coreografato da Michael Bennet
con Christian Amadori
adattamento testo e regia di
SAVERIO MARCONI
domenica 03 maggio ore 21.00
domenica 03 maggio ore 17.30
  ROBIN HOOD
musical di Bebbe Dati
con MANUEL FRATTINI
regia di CHRISTIAN GINEPRO
i
n collaborazione con Fabrizio Angelini
- Abbonati turno A
- Abbonati turno B
   
 

 

 


Società per attori
presenta


La parola ai giurati
Dodici uomini arrabbiati


di Reginald Rose

traduzione di
Giovanni Lombardo Radice

con Alessandro Gassman
e Manrico Gammarota
Sergio Meogrossi - Giancarlo Ratti Fabio Bussotti - Paolo Fosso
Nanni Candelari - Emanuele Salce Massimo Lello - Emanuele Maria Basso  Giacomo Rosselli - Giulio Federico Janni

regia
Alessandro Gassman
scene
Gianluca Amodio
costumi
Helga h. Williams
musiche
Pivio & Aldo De Scalzi

 

 
Premessa

Attesa prova di Alessandro Gassman regista e interprete de La parola ai giurati, opera di Reginald Rose, resa celebre dalla trasposizione cinematografica firmata con grande maestria da Sidney Lumet e interpretata in modo indimenticabile da Henry Fonda.
Esempio straordinario di denuncia dei meccanismi del sistema giudiziario americano, questo appassionante e attuale dramma narra la vicenda di dodici membri di una giuria popolare che devono decidere sull'opportunità di condannare o meno a morte un giovane portoricano sospettato di omicidio, ponendo così a ognuno di noi molte domande sulla capacità di giudicare e sui condizionamenti cui possiamo essere sottoposti.
 

 
Trama
New York. 1950. È il 15 agosto e una giuria popolare composta da dodici uomini di diversa estrazione sociale, età e origini sono chiusi in camera di consiglio per decidere del destino di un ragazzo ispano-americano accusato di parricidio. Devono raggiungere l’unanimità per mandarlo a morte e tutti sembrano convinti della sua colpevolezza. Tutti ad eccezione di uno che con meticolosità e intelligenza costringe gli altri giurati a ricostruire nel dettaglio i passaggi salienti del processo e, grazie a una serie di brillanti deduzioni, ne incrina le certezze, insinuando in loro il principio secondo il quale una condanna deve implicare la certezza del crimine al di là di ogni ragionevole dubbio. Fra violenti contrasti, dubbi, ripensamenti ed estenuanti discussioni, l’unanimità sarà raggiunta e l’imputato verrà dichiarato non colpevole.
Esempio straordinario di denuncia dei meccanismi del sistema giudiziario americano, questo appassionante e attuale dramma narra la vicenda di dodici membri di una giuria popolare che devono decidere sull'opportunità di condannare o meno a morte un giovane portoricano sospettato di omicidio, ponendo così a ognuno di noi molte domande sulla capacità di giudicare e sui condizionamenti cui possiamo essere sottoposti.
 
 
Note di regia di Alessandro Gassman

L’interesse per il lavoro di regia è stato per me un naturale approdo, dopo più di venti anni di teatro militante in qualità di attore. Man mano che le mie sicurezze interpretative andavano consolidandosi, sentivo emergere e gradualmente rafforzarsi il desiderio di affrontare un progetto interamente mio. Ero dunque pronto ad affrontare un percorso all’interno di motivazioni più profonde e personali che avrebbero potuto toccare il cuore ed i sentimenti del pubblico; quel pubblico che fino ad oggi mi ha seguito e mi ha regalato teatri esauriti e il calore del suo affetto. Dopo due stagioni di successi con la mia prima regia, con la quale ho affrontato un autore ed un testo estremamente complessi quali sono Bernhard e la sua “Forza dell’abitudine”, ho inteso proseguire la mia ricerca affrontando un testo socialmente coinvolgente e profondamente ideologico, nonostante il suo impianto realistico, come è “La parola ai giurati” di Reginald Rose. Così come Bernhard mi aveva ispirato uno spettacolo ricco di aperture oniriche di grottesca comicità, Rose mi permette invece di entrare nelle varie e sfaccettate tipologie umane e caratteriali colte in una situazione claustrofobica nella quale emergono gli aspetti comportamentali più contaddittori.
Ne “La parola ai giurati”, l’impianto drammaturgico si basa sullo svolgimento di un dramma giudiziario. Ma ciò che mi ha ispirato fin dalla prima lettura è la possibilità di portare alla luce i pregiudizi e le false certezze che caratterizzano il comportamento dei giurati e che affiorano nel momento in cui devono assolvere il compito più difficile per un uomo: quello di decidere della vita di un altro uomo. La vicenda è incentrata su due capisaldi del sistema giuridico anglosassone: la presunzione di innocenza e la dimostrabilità della sua colpevolezza al di là di ogni ragionevole dubbio. In un’epoca in cui il mondo è afflitto da ideologie contrastanti che si nutrono di assolutismo e che spesso scadono a pregiudizi, il “ragionevole dubbio” è una preziosa arma di difesa.

Alessandro Gassman

 
Recensioni -  da www.teatro.org di Petra Motta
In questo clima di moratoria sulla pena di morte, non poteva mancare nei teatri italiani uno spettacolo che toccasse l’argomento da vicino, addirittura con il patrocinio di Amnesty International. La scelta per la seconda prova alla regia di Alessandro Gassman è caduta su un testo ricco di possibilità e riferimenti, che aveva già fatto il successo del giovane Sidney Lumet nel lontano 1957: La parola ai giurati (Twelve Angry Men), di Reginald Rose.
La regia di Alessandro Gassman, talentuoso figlio del ‘mattatore’, sempre più deciso a staccarsi dall’immagine paterna interpretando figure di uomini qualunque, così lontani dalle roboanti prove d’attore del padre, ha più di uno spunto cinematografico. Gli attori, riuniti attorno a un tavolo, danno spesso le spalle al pubblico in sala; le luci permettono di evidenziare dialoghi ‘a parte’ tra i diversi personaggi anche quando si ritrovano a scambiarsi opinioni davanti allo specchio della toilette; l’incalzare del tempo che passa è scandito dalle lancette di un orologio a parete e dal mutare della luce del paesaggio newyorkese al di là di un’ampia finestra a piccoli riquadri; per non parlare dei titoli di coda e dei nomi degli attori proiettati su uno schermo trasparente, mentre una luce ‘occhio di bue’ illumina, nel buio, il volto degli attori, uno dopo l’altro.

Tutto evoca il cinema dei tempi d’oro di Hollywood: i costumi alla Bogart e le acconciature impomatate; la scenografia curata ed essenziale capace di ricreare l’atmosfera di quegli anni; l’ambientazione fumosa e opprimente di quando la sigaretta era ancora ‘politically correct’ (e di sigarette se ne accendono davvero tante).
Ma il ‘pezzo forte’ della messinscena è la caratterizzazione dei personaggi. Nonostante gli spettatori non arrivino mai a conoscere i nomi dei dodici giurati, ma solo il loro numero e talvolta le loro professioni, ogni personaggio è vissuto con tale partecipazione e realismo da ogni attore, da costituire un unicum inconfondibile.
L’architetto, il pubblicitario scanzonato, l’orafo raffinato, il rassicurante presidente di giuria, il timido bancario, il manovale immigrato dall’Europa dell’est, l’italo-americano, l’anziano saggio, il piccolo imprenditore avvelenato dalle proprie vicende familiari, il fanatico razzista, il beffardo tifoso di baseball, l’inossidabile colpevolista. Seguendo le loro supposizioni, i loro battibecchi, le loro accuse e le loro esternazioni più o meno violente, il pubblico impara a conoscerli, a distinguerli, ad amare coloro che si lasciano coinvolgere dai dubbi del giurato numero otto e a disprezzare quelli che continuano a sostenere incrollabilmente i propri preconcetti e le proprie fanatiche convinzioni di colpevolezza.

Dopo tre ore passate velocemente come raramente accade a teatro, lasciarli è come salutare dei conoscenti, dei vecchi amici, dei compagni di viaggio insieme ai quali si è riso e sofferto e si è un po’ cresciuti nella strada verso la verità. Bellissimo.
 
Curiosità
Lo spettacolo La parola ai giurati è stato allestito nell’autunno 2007 al Teatro Comunale Traiano di Civitavecchia dove ha debuttato in anteprima con una recita per studenti. Dopo la tournee trionfale della scorsa stagione lo spettacolo verrà riallestito per la stagione 2008/2009 sempre nel nostro teatro dove debutterà in prima nazionale nel mese di ottobre.
 
PER APPROFONDIRE
 
I video di Alessandro Gassman su Youtube
 
 

   
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Fondazione Cassa di Risparmio di Civitavecchia

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