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Emilia Romagna Teatro Fondazione,
Teatro Metastasio Stabile della Toscana
Presentano
Molly Sweeney
di Brian Friel
regia
ANDREA DE ROSA
con
Umberto Orsini,
alentina Sperlì,
Leonardo Capuano
scene
LAURA BENZI
Suono
HUBERT WESTKEMPER
luci
PASQUALE MARI
costumi
URSULA PATZAK |
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Note di regia, di Andrea De Rosa |
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Il
testo, ispirato a un fatto realmente accaduto e
raccontato dal neurologo Oliver Sacks nel saggio
Vedere e non vedere, apre uno squarcio profondo sui
problemi etici e filosofici che la cura dei pazienti
può avere sugli stessi. Brian Friel rielabora la
vicenda di un singolare caso clinico mantenendo
intatto il rigore scientifico e introducendo degli
elementi che trasfigurano il caso. La folgorante e
drammatica storia di Molly Sweeney tratteggiata con
un’umanità senza diaframmi, mette a nudo la
disarmata vulnerabilità di tutti i personaggi.
Molly è una donna di quarant’anni, cieca ma
completamente autonoma, che lavora come
fisioterapista in un centro benessere. Il tatto è la
strada per entrare in contatto col mondo e per
riconoscerlo, e supplisce perfettamente all’assenza
della vista.
La donna, convinta a sottoporsi ad un’operazione
chirurgica, riacquista in parte la vista, ma il
tanto atteso esito positivo provoca invece in lei un
grande un trauma. Molly si trova infatti a dover
ri-conoscere il mondo, a doversi reinventare il suo
orientamento, a re-imparare a vedere. Tutto ciò
sfocerà in un tragico fallimento, probabilmente già
intuito dalla paziente prima dell’intervento.
Si riapre dunque l’antico interrogativo che William
Molyneux sottopose all’amico John Locke: “
Immaginiamo un uomo nato cieco e ormai adulto, a cui
sia stato insegnato a distinguere un cubo da una
sfera mediante il tatto e al quale venga ora data la
vista; sarebbe egli in grado, prima di toccarli di
distinguerli e dire quale sia la sfera e quale il
cubo, servendosi solo della vista?”. Un cast
d’eccezione compone il trittico dei personaggi:
Umberto Orsini e Valentina Sperlì nuovamente insieme
dopo il recente Vecchi Tempi con la regia di Roberto
Andò (2004) sono accompagnati da un inaspettato
Leonardo Capuano, artista cocciutamente solitario
che, a esclusione di qualche esperienza sotto la
direzione di Alfonso Santagata e una recente
incursione nella Compagnia Lombardi-Tiezzi per lo
spettacolo Gli Uccelli, si è sempre ricavato uno
spazio autonomo tracciando ostinatamente il suo
personale itinerario dal linguaggio ruvidamente
materico e dall’urgenza di mettersi in gioco. Andrea
De Rosa
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Umberto Orsini, attore |
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Allievo
dell'Accademia d'arte drammatica, debutta nel 1957
nel Diario di Anna Frank di Goodrich e Hackett con
la regia di Giorgio De Lullo. Nel 1961 la prima
grande prova d'attore nell'Arialda di Testori con la
regia di Luchino Visconti. Negli anni successivi
lavora con
Zeffirelli (Chi ha paura di Virginia
Woolf, 1963), Patroni Griffi (Metti una sera a cena,
1966), Jose Quaglio (Chi è Claire Lannes?, 1966).
Sul finire degli anni '60 Orsini si divide fra
teatro, cinema e tv. Nel 1971 è sul set di La caduta
degli dei di Visconti (Nastro d'argento al Festival
di Venezia). Nel 1981 diventa direttore del Teatro
Eliseo di Roma e avvia un'importante collaborazione
con
Gabriele Lavia che lo dirige in Servo di
scena di Harwood (1980), I Masnadieri di Schiller
(1982) e Non si sa come di Pirandello (1982). Negli
stessi anni con
Luca Ronconi lavora nelle Tre sorelle di
Cechov (1989) e Besucher di Strauss (1989, Premio
Ubu nel 1991), L'uomo difficile di Hofmannsthal
(Premio Ubu 1991).
Dopo Un marito di Svevo,
per la regia di Patroni Griffi (1993) e Otello di
Shakespeare per la regia di
Lavia (1994), nella stagione 1997/98 ha
interpretato Willy Loman in Morte di un commesso
viaggiatore con la regia di Cobelli. Nel 1998 è
stato impegnato come protagonista di Prima della
pensione accanto a Valeria Moriconi e Milena Vukotic,
con la regia di Piero Maccarinelli.
Dopo il debutto accanto a Massimo Popolizio e
Giuliana Lojodice in Copenaghen di Frayn,
regia di Mauro Avogadro, nella stagione 1999/2000 è
stato impegnato come protagonista negli spettacoli
L'arte della commedia di
Eduardo De Filippo, regia di Luca De
Filippo e Il nipote di Wittgenstein di Thomas
Bernhard, regia di Patrick Guinand.
Vince il Premio Ubu 2001
come miglior attore per Il nipote di Wittgenstein e
L'arte della commedia.
Nel febbraio 2002 ha
debuttato accanto a
Giulia Lazzarini in Erano tutti miei
figli di Arthur Miller, regia di Cesare Lievi.
Tra i numerosi film
ricordiamo: La
Ragazza e il generale, (1967) La Caduta degli dei,
(1969) Città violenta, (1970) Roma bene,(1971)
Abuso di potere, (1972) Funerale a Los Angeles,
(1972) Ludwig, (1972) Il Delitto Matteotti,
(1973) La Tosca, (1973) Storia di una monaca di
clausura, (1973) Corruzione al palazzo di
giustizia, (1974) L'Anticristo, (1974),
Una Donna alla finestra, (1976 Al di là del bene e
del male, (1977) Bionda fragola, (1980) Elles n'oublient
jamais, (1994) Pasolini, un delitto italiano,
(1995)Il Viaggio della sposa, (1997) Il Partigiano
Johnny) (2000) |
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Andrea De Rosa, regista |
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Dopo essersi laureato
in filosofia, Andra Orsini ha lavorato come aiuto
regista, sia in teatroche al cinema, soprattutto al
fianco di Mario Martone.
Nutrito
l’elenco dei cortometraggi che godono della sua
direzione da Appunti per una fenomenologia della
visione del 1994, premio al Festival
Internazionale Cinema Giovani di Torino, a Trenta
secondi dalla fine dello stesso anno, e inoltre
Sul limite, Il sesso, Maus e il
più recente La visita del 2002. Alcuni di
questi cortometraggi sono stati programmati su Rai3
da FUORI ORARIO di Enrico Ghezzi e da STORIE VERE di
Anna Amendola. La sua incursione nel teatro, sempre
come regista, vede il suo debutto nel 1997 con
Encomio di Elena da Gorgia da Lentini per
proseguire con Le Troiane di Euripide e Il
decimo anno da Euripide ed Eschilo (Orestiadi di
Gibellina – 2000). Per c0ompletare la sua amplia e
sfaccettata formazione aiuta Mario Martone nelle
regie di alcune opere liriche: Così fan tutte
(2001) e Don Giovanni (2003) di Mozart,
realizzate al Teatro San Carlo di Napoli e al Teatro
Comunale di Trento. Idomeneo re di Creta di
Mozart rappresenta la sua prima regia lirica,
realizzata per il Teatro Comunale di Trento
Nel 2005, prodotto
dal Mercadante Teatro Stabile di Napoli, ha
debuttato con Elettra di Hugo von
Hofmannsthal, accolto con unanime consenso di
critica e di pubblico. |
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