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KHORA.teatro
Presenta
Alessandro
Preziosi
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Amleto
di William Shakespeare
Regia
ARMANDO PUGLIESE
Traduzione Eugenio Montale
Riduzione e adattamento
Armando Pugliese
Scene
ANDREA TADDEI
COSTUMI
SILVIA POLIDORI
Musiche
Massive Attack
ZERO P:M
Luci
VALERIO TIBERI
con
Mino Manni, Giovanni Carta,
Carla Cassola, Silvia Siravo,
Marco Trebian, Simone Ciampi,
Marco Zingaro, Yaser Mohamed, Alessandro Cremona
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“Sappiamo ciò che
siamo, ma non qual che potremmo essere”
( W. Shakespeare,
Amleto, IV, 5)
“Ho udito che delle persone colpevoli, assistendo
ad una rappresentazione, a causa dello stesso
artificio messo in scena, furono così turbate fin
dal profondo dell’anima da confessare pubblicamente
e senza indugio i loro crimini. La rappresentazione
del dramma sarà la cosa con cui coglierò in trappola
la coscienza del re”
(W.Shakespeare, Amleto, II,2)
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Note di presentazione |
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L’occasione
per la messa in scena dell’Amleto è il 60°
anniversario del festival teatrale shakespeariano al
Teatro romano di Verona (1-5 luglio 2008).
Mettere in scena Amleto è un tentativo di raccontare
con parole potenti come sono quelle di Shakespeare
qualcosa che ci riguarda e che riguarda il tempo che
stiamo vivendo, il nostro tempo.
Contro il malcostume del nostro tempo il principe di
Danimarca ci mostra il suo lato più debole, aggirare
la realtà, rifugiarsi nella sua fragilità, ma
consegna allo spettatore una chiave che deve aprire
porte rispetto alle quali lo stesso Amleto rimane
nascosto.
Forza e debolezza, impulsività e calcolo,
sensibilità e riflessione: tutto é estremo in lui,
che con il suo idealismo si pone sulla scena a
testimoniare, assieme a un dramma personale, i
conflitti e le aspirazioni di ogni giovane
contemporaneo che abbia una concezione
dell’esistenza e intanto debba sperimentarne la
corruttibilità.
La tragedia classica riscopre la sua forza e la sua
attualità, nella non banale coincidenza con la
ricorrenza del quarantennale del’68, sottolineando
il tema dell’atavico conflitto tra “padri”
usurpatori e figli: i primi che non accettano il
cambiamento e impongono ai giovani una società ormai
superata, e le nuove generazioni, che tentano di non
farsi sopraffare da aspettative esagerate e
ambizioni irraggiungibili.
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Note
di regia, di Armando Pugliese |
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“Se
parti da un dubbio arriverai ad una certezza.
Assunto baconiano che può servire da premessa ad una
realizzazione dell' Amleto.
Quale contributo può una regia che non sia meramente
esecutiva dare all'approfondimento di questo testo
shakespeariano., cercando di evitare le giacche e le
cravatte come paravento di un ipotetica modernità?
Noi ci proviamo cercando di evidenziare il “gap
culturale” che separa Amleto e i suoi colleghi di
studio (Orazio, Rosencranz, Guildestern) a
Vittemberg da una corte danese tacciata da crapule e
bagordi, ed ancora di sottolineare che “il dubbio
Amletico” non è tanto un ondeggiamento dell’animo,
quanto piuttosto la necessità di far corrispondere
la vendetta alla certezza della giustizia, e che il
motore che spinge l’evolversi della tragedia è una
strenua ed affascinante lotta per il potere, negato
al protagonista non tanto dall’uccisione del padre
quanto dall’aver impalmato da parte dell’assassino,
lo zio Claudio, la legittima detentrice di quello
stesso potere, sua madre.
Parallelamente evidenziando in Polonio e nella sua
famiglia la sostanza di una cortigianeria anch’essa
alle prese con le sue ambizioni e le sue mosse
strategiche, far sì che i personaggi non si
presentino come stereotipi incorniciati da funzioni
ormai consuete nell’immaginario collettivo, ma
presentino qualche curiosità comportamentale che ,
se da una parte li rende meno “eroici” , da
quell’altra ce li fa conoscere sotto un altro
aspetto e più partecipi di una dialettica generale,
senza la quale la tragedia non può esistere.
Armando Pugliese
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Alessandro Preziosi, attore |
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Nato
a Napoli il 19 aprile del 1973, si è laureato in
Giurisprudenza presso l'Università Federico II di
Napoli con 110 e lode. Lasciato lo studio legale
dove lavorava, si è trasferito a Milano, dove si è
diplomato all'Accademia dei Filodrammatici.
Ha cominciato a lavorare in teatro nel 1998: è stato
scelto per il ruolo di Laerte nell' Amleto che
Antonio Calenda ha allestito pe ril Teatro Stabile
del Friuli-Venezia Giulia; ha poi affrontato il
personaggio di Cristiano nel Cyrano di Corrado De
Liadi e, successivamente, ha prodotto e interpretato
il monologo Le ultime ore di A.I., tratto da un
testo originale di Tommaso Mattei (rappresentato in
molte città italiane, fra cui Milano, Napoli, Bari e
Salerno).
Sempre con lo Stabile del Friuli-Venezia Giulia, e
diretto da Antonio Calenda, ha recitato
nell’Agamennone di Eschilo nel ruolo di Oreste in
Coefore, entrambi rappresentati a Teatro Greco di
Siracusa e poi in tournée nazionale. E’ stato
protagonista anche nella conclusione della trilogia
eschilea, interpretando il ruolo di Oreste in
Eumenidi.
Dopo aver partecipato alla fiction televisiva Città
sotterranee, è stato scelto per interpretare
l'ispettore Pietro Foschi nella fortunata soap di
Mediaset Vivere, diventando ben presto uno dei
protagonisti più amati. Contemporaneamente è stato
richiesto come guest-star nella seconda edizione di
Una donna per amico e, sempre per la televisione,
nell'estate 2000 ha condotto con Simona Ventura
"Moda Mare Capri". Fra i suoi impegni più recenti
vanno menzionati, in ambito teatrale, Tango di una
vita per la regia di Patrick Rossi Gastaldi e Un
ducato rosso sangue di Sabina Neri, regia di Franco
Martini. E’ stato protagonista per Mediaset della
fiction “Elisa di Rivombrosa diretta da Cinzia P.H.
Torrini grazie alla quale vince un Telegatto come
personaggio maschile dell'anno. La serie è
ambientata nel Settecento e racconta la storia
d'amore tra la dama di compagnia Elisa Scalzi
(Vittoria Puccini) e il conte Fabrizio Ristori.
Nel 2004 è protagonista del suo primo film Vaniglia
e cioccolato, regia di Ciro Ippolito, e della
miniserie tv in sei puntate, Il Capitano di Vittorio
Sindoni, trasmessa da Raidue
Nel 2006 gira i film I Viceré di Roberto Faenza,
tratto dal romanzo di Federico De Roberto, e La
masseria delle allodole, tratto dal libro di Antonia
Arslan e diretto da Paolo Taviani e Vittorio
Taviani. E’ ancora Il commissario De Luca, 4 film
tv, tratti dai romanzi di Carlo Lucarelli, regia di
Antonio Frazzi andato in onda nel 2008.
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Armado Pugliese, regista |
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E' nato a Napoli nel 1947. Debutta in teatro nel
1965, dirigendo Un berretto a sonagli per un gruppo
universitario. Quindi, l'anno successivo fonda il
"Teatro studio 66", con cui mette in scena, tra
l'altro, La cantatrice calva di Eugene Jonesco e La
Ballata del Grande Macabro di Michel de Ghelderode.
Dal 1968 al '70, frequenta a Roma l'Accademia d'Arte
Drammatica "Silvio D'Amico". Dal 1970 al 1980, mette
in scena, per conto della cooperativa Teatro Libero
di Roma alcuni lavori di grande successo, fra cui:
Iwona principessa di Borgogna di Witold Gombrowicz,
Il Barone rampante di Italo Calvino, Masaniello
spettacolo di grande effetto popolare scritto dallo
stesso Pugliese con Elvio Porta, Risorgimento di
Roberto Lerici.
Ha, inoltre, lavorato per gli Stabili di Roma,
Genova e Catania, e per altre compagnie private. Nel
1981 inizia l'avventura artistica con la cooperativa
"Teatro Sud" di Mola di Bari. Con la cooperativa,
Pugliese ha messo in scena, fra l'altro, Indiani di
Artur Kopit, Eva Peron di Copi, Aladino di Cerlone,
Fiaboplast di Serio, il Miles di Plauto di Pasculli
e La guerra dei topi e delle rane di Michele
Saponaro.
Nel 1986 mette in scena per la cooperativa Teatro
Alfa di Catania , La fanciulla che campava di vento,
un musical di Tony Cucchiara. Con Tony metterà in
scena, nel 1990 un altro musical, Don Chisciotto di
Girgenti, raccogliendo un altro grandissimo
successo.
Negli ultimi anni, Pugliese ha diretto Come tu mi
vuoi, Serata Viviani, Venga a prendere il caffè con
noi, Il gioco delle parti e Molto rumore per nulla.
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