AGGIUNGI UN POSTO A TAVOLA
di Garinei e Giovannini scritto con Jaja Fiastri con
GIANLUCA GUIDI e ENZO GARINEI
regia di PIETRO GARINEI
ripresa da ENZO GARINEI
venerdì 11
dicembre ore 21.00
sabato 12
dicembre ore 21.00
domenica 13
dicembre ore
17.00
IL DIO DELLA CARNEFICINA
di
Yasmina Reza
con
ANNA BONAIUTO, ALESSIO BONI, MICHELA CESCON,
SILVIO
ORLANDO
venerdì 18
dicembre ore 21.00
sabato 19
dicembre ore 21.00
domenica 13
dicembre ore
17.00
IL CASO
DI ALESSANDRO E MARIA
di Giorgio Gaber e Sandro Luporini interpretato e
diretto
da LUCA BARBARESCHI
con CHIARA NOSCHESE
mercoledì 30
dicembre ore 21.00
sabato 2
gennaio ore 21.00
domenica 3
gennaio ore
17.00
UN
SOGNO DI FAMIGLIA
scritta da Enrico Montesano
con Anna Maria Carli e Francesco Asioli interpretato e
diretto da ENRICO MONTESANO
con
Martino Duane, Paolo Lorimer,
Mirella Mazzeranghi, Valentina Beotti,
Antonio Fermi, Federico Mancini,
Vincenzo Versari
scene e costumi
LUIGI PEREGO
musiche
GERMANO MAZZOCCHETTI
luci
VALERIO TIBERI
Note di presentazione
Un altro testo
pirandelliano scelto da Gullotta, che già con
L’uomo, la bestia e
la virtù aveva ottenuto uno straordinario successo
di critica e di pubblico, 95000 presenze in tutta
Italia nei tre anni di tournée, e la candidatura
come miglior attore protagonista ai Premi Olimpici
del Teatro 2008. La commedia affronta uno dei temi
cari a Pirandello: l’onestà, una scelta ponderata e
voluta da Leo Gullotta che porta in scena Il piacere
dell’onestà con lo stesso gruppo artistico del
precedente spettacolo.
Note di regia di Fabio Grossi
Ho pensato un
allestimento che rispetti completamente il pensiero
e la scrittura
del grande drammaturgo. Portata per la prima volta
in scena il 27 novembre
1917 da Ruggero Ruggeri con la sua compagnia nel
teatro Carignano di Torino, il Piacere dell’Onestà,
il cui disegno drammaturgico è tratto dalla novella
Tirocinio del 1905, racconta di Angelo Baldovino,
uomo fallito e di dubbia moralità, che accetta solo
per il piacere dell’onestà di sposare Agata, ragazza
di buona famiglia che aspetta un bambino da un uomo
maritato, il rispettabile marchese Fabio Colli.
Onestà, parola di grande effetto per il periodo in
cui Pirandello concepì la sua opera, parola di
lacerante contesto in questa nostra travagliata
epoca, dove prodotti e momenti di vita vissuta
vengono modificati in maniera cangiante e definente,
sull’orlo di un dramma che si pone di fronte
all’eterno
aut aut di una società alla ricerca di un’equa
liceità. Nella visione pirandelliana, il nostro
protagonista nell’indossare il costume dell’Onesto,
adotta il colore del diverso, in una fauna di anime
mostruose, e la condotta morale del Baldovino
diventa da questo momento inattaccabile e questi si
chiude dentro la propria onestà sfidando convenzioni
sociali ed egoismi personali. Il suo arrivo in
questa famiglia, composta da begli involucri senza
contenuto, sarà stridente fin dalla prima scena. Una
casa, questa, dove l’apparire conta molto più
dell’essere, non a caso le sue pareti vivono della
trasparenza atta a mostrarsi come si pensa che gli
altri desiderano. Una società, immutata nei tempi,
da quelli passati a quelli odierni, che ha paura
della diversità, perché essere onesti significa
essere diversi, e che fa del tutto per annichilire
l’elemento considerato spurio con tutti i mezzi,
anche quelli più perversi. Messo alle strette nella
manovra estrema di farlo contravvenire alle proprie
responsabilità, Angelo Baldovino continua a
mantenere intatta la propria ‘maschera’ di uomo
onesto, finendo così per mettere spietatamente a
nudo la disonestà di tutti gli altri.