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Prossimo spettacolo
in abbonamento disponibile:
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R.P.S
presenta
ENRICO MONTESANO
in
UN SOGNO DI FAMIGLIA
di e con Enrico Montesano
scritta con
ANNA MARIA CARLI
FRANCESCO ASIOLI
regia
ENRICO MONTESANO
musiche
ANTONELLO CASCONE
movimenti coreografici
MANOLO CASALINO |
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Note di presentazione |
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Uno degli interpreti
più amati del nostro teatro: Enrico Montesano in
prima nazionale al Traiano con una inedita commedia
con musiche, dal titolo Un sogno di Famiglia,
scritta dal grande attore insieme ad Anna Maria
Carli e Francesco Asioli. Le musiche sono del
M° Antonello Cascone. |
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Note di regia di Enrico Montesano |
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L’idea di questa commedia nasce dalle riflessioni
sugli accesi dibattiti e le innumerevoli analisi
critiche sul successo e/o la presunta crisi dei
reality show in Italia. Una commedia divertente e
amara sui “valori” del nostro tempo.
L’avventura della famiglia Torelli, in Un sogno di
famiglia, è infatti la storia di una famiglia,
(ancora) normale, che viene messa a dura prova dalla
manipolazione e dalla strumentalizzazione operata
dal media dominante, per fare spettacolo e per
suscitare la curiosità e l’affezione di quel “certo”
grande pubblico, affetto da telefagìa. In una realtà
televisiva dove non basta più apparire per essere,
ma è necessario anche essere attori di se stessi, la
nostra
famiglia si presta al gioco, certa dei legami
profondi che legano l’uno all’altro tutti i
componenti, certa che il mondo dello spettacolo oggi
può cambiare la vita anche della gente normale.
Il people show, per dirla con un’altra parola “italiese”,
dove lo spettatore diventa sempre più protagonista
mettendo sulla scena la vita vera o presunta tale.
Il doppio gioco di chi sacrifica parte della propria
riservatezza (in italiese corrente detta “privacy”)
per raggiungere il proprio scopo e di chi si
appropria dell’esperienze e dell’emozioni altrui
girandole e orientandole più o meno palesemente,
sono il tema della nostra commedia, che non vede
nella televisione in se e per se il mezzo da
combattere ma nel suo strapotere ed uso infetto,
nella telecrazia, nell’obbedienza alla pubblicità,
nella capitolazione di fronte al potere
televisivo…avversari da contrastare! I veri
protagonisti rimangono però i valori veri, quelli in
cui la gente si riconosce e di cui mostra di avere
sempre più bisogno, il senso profondo della
famiglia, l’altruismo, l’onestà dei sentimenti, che
se pur messi alla prova, alla fine trionfano.
Non ho mai affrontato
fino ad ora un testo di questo genere, probabilmente
per un sospetto. Diffidavo dell’eccessiva
definizione di cui sono relatori i personaggi,
dell’eccessiva pro grammaticità che, in genere,
abita questo tipo di drammaturgia dedicata all’oggi.
I teatro mi sembra, infatti, da sempre,
inestricabilmente legato alla possibilità
vertiginosa di far vacillare le nostre certezze,
conducendoci in luoghi ignoti, attraverso una lingua
di cui non afferriamo mai del tutto il senso.
Assistendo, a Parigi, ad una recita
dell’allestimento di questa pièce curato dalla
stessa Reza, con un formidabile quartetto di attori
tra cui Isabelle Huppert, ho capito che questo testo
contiene una sfida, compresa tra l’apparente
evidenza di ciò che mostra, e l’efferatezza
misteriosa che nasconde.
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Note di regia di Enrico Montesano |
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Enrico Montesano
Debutta nel 1966 con il noto umorista Vittorio Metz
nel piccolo Teatro Goldoni come attore imitatore
nella commedia Humor Nero. Nella
stagione 67/68 inizia la sua attività di cabaret al
Puff, teatrino in Trastevere, di Lando Fiorini.
Debutta in televisione con Che Domenica, Amici di
Castellano e Pipolo. L'attività teatrale prosegue
con la stagione del "Bagaglino" dove è ospite fisso
insieme a Gabriella Ferri nel felicissimo spettacolo
Tette la cica. In cinema inizia con un trittico di
film realizzati per Dino De Laurentis e recitati al
fianco di Alighiero Noschese.
Le tappe principali della sua attività per il grande
schermo lo hanno visto cimentarsi nei ruoli
brillanti di aspirante suicida nel film Aragosta a
colazione di 'magliaro' palestinese ne Il Ladrone e
di vetturino romano in Qua la mano. Nella stagione
‘78/’79 il Sistina lo ospita con Rugantino, la
commedia musicale di Garinei e Giovannini e nella
seguente con Bravo il 'musical' che gli frutta la
'Maschera' dell'Istituto del Dramma Italiano
(1980/1981). Nel 1982 è Il conte Tacchia accanto a
Vittorio Gassman e a Paolo Panelli, seguito da Più
bello di così si muore.
Nel 1985, dopo Mi faccia causa di Steno, è di nuovo
vincitore dei Premi: David di Donatello e del Nastro
d'Argento per A me mi piace, che lo gratifica
nell'inedita veste di regista esordiente. Carlo
Verdone che lo dirige ne I due carabinieri.
Il successo teatrale di Se il tempo fosse un
gambero, rappresentato nelle stagioni '86 '87 e '88
'89, è intervallato dai film I Picari, di Mario
Monicelli, e Il Volpone di Maurizio Ponzi.
Successivamente è tornato al Sistina con Cercasi
Tenore, lo spettacolo di Garinei e Giovannini.
Nelle stagioni 1992-93-94 è la volta dello
spettacolo teatrale Beati voi! Nella stagione
1999/2000 è in scena con E menomale che c’è Maria!
Il successo teatrale continua nelle stagioni
2001-02-03 con lo spettacolo Malgrado tutto beati
voi e con Noio volevam savuar (2005), E’ permesso
(2006), Stasera che sera (2008). |
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