Una
meditazione sulla vanità e il dolore di esistere, di
profondo taglio esistenzialista. Un sogno (1901) di
A. Strindberg è una delle opere drammaturgiche più
sperimentali del'900.
È un'icona del teatro espressionista e surreale,
alla base ancora oggi delle sperimentazioni
post-moderne della scena. Questo dramma si pone
sulla soglia del secolo come prefigurazione di tutte
le audacie del teatro moderno. "Tutto può avvenire,
tutto è possibile e probabile. Tempo e spazio non
esistono; su base minima di realtà, l'immaginazione
disegna nuovi motivi: un misto di ricordi,
esperienze, invenzioni, assurdità e
improvvisazioni".
Così scriveva Strindberg presentando Il sogno.
Note di regia di Marcello Cotugno
Dopo l'esperienza della mise en espace di Closer mi
é sembrato doveroso per la formazione degli allievi
della scuola delle arti affrontare un classico.
Il sogno di Strinberg é una grande sfida un classico
difficile complesso e affascinante. La figlia del
dio Indra scende sulla terra per guardare da vicino
gli uomini e cercare di comprenderne la
condizione... Tra realtà e sogno con un meccanismo
innovativo per gli anni in cui fu scritto (1901). Il
sogno tra le tante messe in scena é stato affrontato
più volte dal grande maestro svedese Bergman (di cui
utilizziamo l'elaborazione e i tagli al testo)
mentre nelle prime edizioni Bergman cercò di
assecondare le didascalie di Strindberg complesse
scenograficamente
comprese in seguito che il segreto del testo era
proprio nella semplicità. La mia sfida é quella di
riuscire a inserire la complessa struttura in quel
progetto di teatro pop di cui personalmente mi
occupo da tempo; cercare di combinare la qualità
delle scelte artistiche con l'attenzione verso il
pubblico, fulcro centrale da non lasciare fuori la
porta del teatro ma da accarezzare con emozioni e
ritmo per dimostrare che nell'anno 2009 si può
ancora scegliere di andare a teatro nonostante la
scatola infernale che abbiamo in salotto, che tenta
di cancellare le nostre floride menti. Marcello
Cotugno classe 1965 ha studiato teatro a Napoli con
Guglielmo Guidi e alla biennale di Venezia con
Eimuntas Nekrosius, cinema a New York alla “New York
Film Academy”. Docente della Scuola delle Arti dal
2004 ha al suo attivo circa 40 regie teatrali e 10
cortometraggi. Ha diretto tra gli altri Luca
Zingaretti, Valentina Cervi, Violante Placido,
Lorenzo Lavia, Camilla Filippi, Benedicta
Boccoli, Cloris Brosca. Tra le ultime produzioni
L'ultima radio con Tullio Solenghi. Nella prossima
stagione dirigerà lo stesso Tullio Solenghi e
Maurizio Micheli nello spettacolo Italiani si nasce
e noi lo nacquimo.