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Se
non fossi già confuso mi confonderei è il nuovo
recital di Rodolfo Laganà. Come illustra il titolo,
l'argomento centrale dello show è sostanzialmente la
Confusione, ormai percepita da molti come elemento
dominante della quotidianità. La Confusione si è
impadronita delle nostre giornate e ci ha reso un
popolo di smarriti. Il punto di partenza di tutto è
la perdita dei punti di riferimento. La Confusione,
secondo Laganà, ha invaso ogni campo della
nostra esistenza. Innanzitutto siamo condannati ad
essere confusi in quanto cittadini, sempre alle
prese, ahinoi, con le beghe e le polemiche di minimo
respiro della politica italica che dai fasti dell'
Umanesimo, si è sempre più corrotta e "incasinata"
fino ad arrivare alle bassezze del "Puttanesimo",
attuale regime di governo della nostra penisola,
specchio trionfante dei vizi e dell' indolenza del
nostro popolo. Ma, certo, sono tempi in cui c'è poca
chiarezza anche di fronte ai problemi che colpiscono
tutti gli esseri umani. Quei dubbi esistenziali che
ci troviamo ad affrontare quotidianamente nei nostri
processi di crescita o anche solo di sopravvivenza,
nei rapporti con l' altro sesso, i figli, gli amici,
danno spunto al comico romano per uno dei monologhi
più riusciti. La confusione impera tra chi non si è
ancora adattato ad un mondo sempre più veloce, che
ha scoperto nuovi modi di comunicare che stravolgono
tutte le regole relazionali, a cominciare da quelle
della grammatica, rendono di difficile comprensione
anche le più elementari conversazioni a tu per tu e
diventano sempre più invasivi nelle nostre vite. A
creare difficoltà nella comunicazione con gli altri
è innanzitutto il gran caos generato da Internet che
atterra il protagonista e lo rende sempre più
sgomento e isolato, disperato della possibilità di
ritrovare un contatto reale, soprattutto con la
generazione dei più giovani, dei figli. Si, perché,
Laganà si sente confuso anche in quanto appartenente
ad una certa fascia d' età, la generazione dei
cinquantenni o
"Cinquantini" che si trova a vivere un momento così
critico della propria vita in
un mondo che non accetta più il cinquantenne dimesso
ma lo pretende attivo,
puntualissimo e agguerrito nelle settimanali disfide
a calcetto. Insomma, Se non
fossi già confuso mi confonderei è un "one man show"
che vede in grande
spolvero la verve comica dell' attore romano. Due
ore per sorridere e forse un
po' per riflettere su certi lati paradossali della
modernità. |