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E’
un libro autobiografico edito Rai-Eri-Mondadori. E’
un dvd concerto con orchestra sinfonica e ospiti
illustri. Sarà anche uno spettacolo teatrale. Stesso
titolo, tanti modi per leggerlo, guardarlo,
sentirlo, ascoltarlo, raccontarlo.
Con questo lavoro, Amedeo Minghi, torna al Teatro
dopo alcuni anni di assenza. Un luogo che invece ha
frequentato ininterrottamente dal 4 Aprile 1989 al
30 maggio del 2000. In questo lasso di tempo, Amedeo
ha portato in scena varie forme di espressione.
Il recital che lo vedeva solo in scena con il suo
pianoforte, alcuni piccoli monologhi, appunti di
vita, e una grande, solitaria, barocca cornice
dorata alle sue spalle. Vuota, la cornice, ma densa
di emozioni. Quelle che il pubblico riusciva a farci
entrare. 160 repliche di questo spettacolo, con le
quali ha visitato e più volte, i maggiori Teatri
Italiani. Nel 1992, una orchestra di 40 elementi,
riempie letteralmente i palcoscenici con I ricordi
del cuore.
Torna
da solo, ma,
nel primo tempo dello spettacolo, propone al
pubblico, sorpreso ma benevolo, un primo tempo con
due ballerini che eseguono un rigoroso passo a due,
coreografato da Luciano Cannito, sulle note della
ormai celebre Fantaghirò. Seguono altre
sperimentazioni quali una orchestra di sole
tastiere; sei musicisti, oltre lui, a simulare suoni
ed effetti speciali. Cantare è d’amore è il titolo
di questa stravagante ma sorprendente proposta. Nel
1998, Amedeo, per una volta, va in formazione “pop
classica”. Cinque musicisti per una “band” tipo che
però, con l’album Decenni, raggiunge il traguardo di
oltre 40 repliche. E’ il 2000, e Amedeo si
“innamora” di Anita. Le dedica un album e la porta
in scena con 12 archi, in una struttura che li fa
sembrare sospesi nello spazio e che solo alla fine,
con un colpo ad effetto, scopre all’improvviso,
rendendo reali i musicisti e il loro direttore fino
a quel momento
apparsi come riflessi o proiettati. Insomma, un
grande amore per il teatro e le sue regole. Con le
sue imprevedibilità e tante innovazioni a correlare
questa musica che in fondo, di quasi niente avrebbe
bisogno. Ma Amedeo è teatrante di razza e ama
trovare soluzioni sceniche e luci e scenografie che
arricchiscano le emozioni già spontaneamente
sollecitate.
Nella stagione
2009/2010, L’ascolteranno gli americani si
trasformerà in una performance che percorrerà questi
intensi 40 anni di lavoro, con un po’ di tutte
queste esperienze miscelate. Il pianoforte, sei
violini, un percussionista, un pianista tastierista,
per raccontare con parole, immagini, suoni, questa
musica vissuta in tutti i suoi aspetti. Le canzoni
d’autore, le colonne sonore, i video straordinari
come quello che vede protagonista S.S. Giovanni
Paolo II e l’altrettanto commovente Gerusalemme che
danno la misura e la portata di un artista che non
si è mai risparmiato ne rinunciato a proporre le sue
idee guardando sempre al di la dell’orizzonte di un
mestiere svolto all’insegna della sincerità e della
genuina ispirazione. |