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SUMMARY:L'ATTESA
DESCRIPTION:Dopo essersi misurata nella sua prima regia teatrale con la trasposizione scenica dell’ultimo romanzo di Alberto Moravia La donna leopardo\, Michela Cescon sceglie\, con Teatro di Dioniso\, di portare in scena L’Attesa di Remo Binosi\, testo che fece conoscere l’autore veronese al grande pubblico nella storica messa in scena del 1994 diretta da Cristina Pezzoli.\nVentisei anni dopo – anche come necessario recupero di un materiale forte per ritrovare un repertorio italiano importante al pari dei classici – Cescon decide di riproporre il testo di Binosi mettendo in scena due interpreti molto amate dal pubblico: Anna Foglietta e Paola Minaccioni\, per la prima volta insieme sul palco\, a dare corpo e voce ala nobildonna Cornelia e alla sua serva Rosa\, le due protagoniste della pièce.\nA differenza della versione del 1994\, si è voluti partire dalla prima stesura del testo del 1992\, scritta a macchina dall’autore stesso – con una punteggiatura spesso ossessiva dopo ogni singola parola\, ogni singolo articolo – e con la dedica alla moglie Anna nella seconda pagina del dattiloscritto. Partire quindi dall’idea originale e\, grazie alla disponibilità delle eredi\, lavorare sulla prima stesura di Binosi che – a differenza della versione del 1994 – esalta la relazione tra le due protagoniste e rende marginale l’intervento di un terzo personaggio\, quello della nutrice\, che infatti si è poi arrivati a togliere per concentrare tutto sullo sviluppo della relazione delle due donne. Un dualismo moderno da teatro del ‘900\, tra personaggi\, ma anche drammaturgico tra il teatro di Rosa in lingua veneta e la letteratura ricca di immagini e inconscio di Cornelia.\nIl testo di Binosi ha una grande forza drammatica e di coinvolgimento\, a cui è difficile rimanere indifferenti e – nonostante l’azione sia ambientata nel ‘700 – i temi e i contenuti trattati sembrano parlare di noi\, come se non fosse cambiato nulla: la differenza di classe\, il rapporto serva-padrona\, il doppio\, l’amore\, il piacere\, la maternità\, il peccato\, la punizione\, il femminile\, il male\, la morte\, la seduzione. Tutto viene raccontato con continui cambi di registro narrativo\, tenendo in equilibrio tra loro commedia e dramma. Il linguaggio è originale e sorprendente\, bello da recitare ad alta voce\, con una naturale vis comica che garantisce una presa certa sul pubblico\, paragonabile a quella dei testi di Goldoni e di Eduardo.\nAd accompagnare il progetto si affianca alla regia un’importante équipe artistica: Dario Gessati\, che firma le scene\, Pasquale Mari\, il disegno luci\, Giovanna Buzzi\, i costumi\, e Piergiorgio De Luca\, il suono.\nElisabetta Sgarbi ha curato la pubblicazione del testo con la sua «La Nave di Teseo»
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