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CIVITAVECCHIA

6 e 7 aprile                           acquista online

 

ALESSANDRO HABER, LUCREZIA LANTE DELLA ROVERE

Il padre

di Florian Zeller

 

regia Piero Maccarinelli

e con Paolo Giovannucci, Daniela Scarlatti, Ilaria Genatiempo Riccardo Floris

Scene Gianluca Amodio

Costumi Alessandro Lai

Musiche Antonio Di Pofi

Disegno Luci Umile Vainieri

produzione Goldenart production

 

Andrea è un uomo molto attivo, nonostante la sua età, ma mostra i primi segni di una malattia che potrebbe far pensare al morbo di Alzheimer. Anna, sua figlia, che è molto legata a lui, cerca solo il suo benessere e la sua sicurezza. Ma l’inesorabile avanzare della malattia la spinge a proporgli di stabilirsi nel grande appartamento che condivide con il marito. Lei crede che sia la soluzione migliore per il padre che ha tanto amato e con cui ha condiviso le gioie della vita. Ma le cose non vanno del tutto come previsto: l’uomo si rivela essere un personaggio fantastico, colorato, che non è affatto deciso a rinunciare alla sua indipendenza...

La sua progressiva degenerazione getta nella costernazione i familiari, ma la sapiente penna di Zeller riesce a descrivere una situazione che, seppur tragica per la crescente mancanza di comunicazione causata dalla perdita di memoria, viene affrontata con leggerezza e con amara e pungente ironia.

Tutto a poco a poco va scomparendo: i punti di riferimento, i ricordi, la felicità della famiglia. La perdita dell’autonomia del padre, Andrea, progredisce a tal punto che Anna è costretta a dover prendere decisioni al suo posto e contro la sua volontà.

La forza di questa pièce consiste nel saper raccontare col sorriso e con ironia, delicatezza e intelligenza, lo spaesamento di un uomo la cui memoria inizia a vacillare e a confondere tempi, luoghi e persone. Con grande abilità l’autore ci conduce a vivere empaticamente le contraddizioni in cui il nostro protagonista incappa, il quale perdendo a poco a poco le sue facoltà logico-analitiche e non riuscendo più a distinguere il reale dall'immaginario, ci coinvolge con grande emozione in questo percorso dolorosamente poetico.

GIUSEPPE ZENO

Non si uccidono così anche i cavalli?

tratto dall’omonimo romanzo di Horace McCOY

 

traduzione Giorgio Mariuzzo

adattamento e regia Giancarlo Fares

e con Sara Valerio

e un cast di 14 attori da la compagnia di LE BAL

con la partecipazione live di Piji Electroswing Project

Coreografie Manuel Micheli

Canzoni e Musiche di Piji

Scene Fabiana Di Marco

Costumi Francesca Grossi

Disegno Luci Anna Maria Baldini

produzione OTI – Officine del Teatro Italiano

 

Una storia in cui il ballo e la musica si fanno drammaturgia e permettono che la narrazione proceda su un doppio binario: le parole di Joe e Gloria e le azioni degli attori ballerini che si muovono sul palco.

Joe, mattatore e organizzatore della folle maratona di ballo è l’uomo a cui è affidato il racconto degli eventi e Gloria, coprotagonista femminile, sposta il racconto incentrando il focus sul punto di vista opposto. Entrambi fanno parte del mondo dello spettacolo, entrambi ne sono vittime e alle volte vestono i panni dei carnefici.

Nella convinzione che tutto si possa raccontare con ironia e leggerezza lo spettacolo narra una vicenda drammatica conducendo il pubblico per mano, facendolo sorridere e divertire, innamorare e sognare. Nella nostra epoca, caratterizzata dai reality, niente è più contemporaneo del racconto di vite messe in mostra per accrescere il gradimento del pubblico.

In cambio di vitto e alloggio i partecipanti alla maratona devono ballare ininterrottamente per giorni e notti. La speranza non è soltanto quella di vincere la somma messa in palio per la coppia vincitrice, ma, soprattutto, quella di farsi notare dai registi e dai produttori che, come pubblico, assistono alla maratona.

A muoversi a passi di danza coppie di ogni genere, emblema di un’umanità variegata, disperata, grottesca e ironica.

Un cast numeroso capitanato da un grande attore, coreografie spettacolari, cambi di costume, parole ironiche e leggere contribuiscono a fare di “Non si uccidono così anche i cavalli?” uno spettacolo coinvolgente, allegro ed emozionante che vuole sensibilizzare il pubblico sull’attualità del sacrificio in cambio del successo e coinvolgere ed emozionare sempre con il sorriso.

Realizzato e gestito da ATCL - Dicembre 2018

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